venerdì 5 febbraio 2010

La Speranza

Solo pochi minuti per diffondere più possibile qualcosa che ho visto ieri sera, qualcosa di emozionante che mi ha dato un po' di fiducia nel futuro e nelle nuove generazioni, qualcosa di straordinario che visti gli standard dei ragazzi che siamo abituati a vedere, mi ha fatto venire davvero le lacrime agli occhi. Guardate, vi prenderà solo pochissimi minuti, questo ragazzo, e se non vi basta anche questo ragazzo. Un raggio di luce, sopratutto dopo certe affermazioni francamente allucinanti. Saremo anche una minoranza a voler cambiare le cose, ma non siamo pochi, ed è già un passo avanti.









Chiffon Lemon Cake
300g farina 00
230g zucchero
130g olio di semi
190g acqua tiepida
6 uova
1 bustina di lievito
1 bustina di cremor tartaro da 8gr
la buccia di due limoni
il succo di un limone

Dividete tuorli e albumi e poneteli in due recipienti diversi. Emulsionate a parte olio, acqua e succo di limone. Aggiungete alle uova un pizzico di sale, la buccia di limone e iniziate a montare con le fruste versando a filo l'emulsione come per fare una maionese, facendo ben montare il composto. Aggiungete un cucchiaio alla volta di farina,zucchero e lievito precedentemente setacciati, fino ad esaurimento degli ingredienti. In un altro contenitore montate gli albumi con il cremore a neve fermissima. Unite i due composti con una spatola con movimenti molto lenti dal basso verso l'alto. Lo stampo perfetto è quello da ciambella americana, molto alto e con il buco al centro, che non va imburrato. Io purtroppo non ne dispongo, ed ho optato per uno stampo di carta tipo quelli da panettone, ed è venuto molto bene, altissimo soffice e profumato. la prossima settimana provo con lo stampo a ciambella di silicone, vediamo come viene, anzi se lo sapete accetto consigli e opinioni!
Ah, con la glassa di zucchero è semplicemente perfetto!

lunedì 1 febbraio 2010

Questa settimana faccio la brava...


..o almeno, oggi è lunedi e ci provo. Inizia un altro mese, di già, e io sono strapiena di cose da fare, tant'è che se potessimo raccogliere un due-tre miliardi di firme per allungare le giornate da 24 a 36 ore almeno per questo mese o anche solo per un paio di settimane dai, io sarei molto piu' tranquilla. Vi prometto che farò la brava e mi atterrò solo ed esclusivamente all'argomento del blog, aka cucina&ricette, anche se spesso non sembra, niente calcio, niente proteste, niente politica. Prometto anche che tenterò di postare cose leggere, visto che prometto anche di stare piu' attenta a quello che mangio. Non una dieta ferrea e stretta, ma almeno un alleggerimento, visto che la Supermum ieri ha protestato in modo evidente quando ho detto che da oggi ci sarebbero state grandi limitazioni. Pare che non siamo ingrassate, almeno secondo lei. La wii per esempio la pensa diversamente. Questo è stato il mio pranzo di oggi, accompagnato da mezzo finocchio in insalata con una arancia pelata a vivo. Non è una gran novità in realtà, ho già postato la crema di piselli un paio di volte, di cui una anche con gli gnocchi di ricotta. Di solito metto molto basilico che secondo me sta benissimo con la dolcezza dei piselli, infatti anche Nigella (che se la mette nel termos e la beve anche in taxi...non sta bene in alcuni momenti secondo me) in una versione un po' meno light aggiunge alla zuppa del pesto alla genovese.

Ma il basilico in questo periodo non c'è, almeno sul mio terrazzo, dove la giornata è bellissima da dietro i vetri, ma fuori il freddo pungente ha avuto la meglio sulla piantina. Ho provato quindi con l'arancia, o meglio con la buccia di quella che avevo pelato a vivo per l'insalata. Ho semplicemente iniziato con un cucchiaio d'olio sul fondo di un tegame, ho fatto un po' scaldare ed ho aggiunto i piselli ancora surgelati, li ho fatti rosolare per pochi secondi poi ho aggiunto dell'acqua calda (non bollente) a coprire, due foglie di salvia e mezzo scalogno a pezzi e ho portato avanti la cottura. Ho lavato bene le bucce d'arancia (dopo aver tolto la parte bianca) e le ho aggiunte ai piselli. A fine cottura ho regolato di sale, ho prelevato 3-4 mestoli di soli piselli e acqua di cottura e li ho passati al frullatore a immersione in un pentolino. Ho fatto bollire la crema per circa 5 minuti e ho servito con due fette sottilissime di pane tostato, una grattata di buccia d'arancia e un pizzico di mandorle a lamelle. Ora un caffè e poi di nuovo sotto con lo studio...argh... buona settimana!

martedì 26 gennaio 2010

Antidepressivi fai da te



Caro Ciro Ferrara,
fino a qualche tempo fa, quando la sentivo nominare o la vedevo vicino a Lippi nell'ambito della nazionale, mi nasceva automatico un gran sorriso. Era un attimo rivederla con il suo glorioso 2 sulle spalle, nella grande coppia centrale con Montero; era un attimo rivivere tutti gli scudetti, le grandi vittorie, fino alla Coppa Campioni e la Coppa intercontinentale, fino alla piu' recente Coppa del Mondo, alla sua prima esperienza da allenatore in seconda. Sa, caro Ciro, ero talmente contenta che fosse subentrato a quella tristezza del suo predecessore sulla panchina della Juventus, che in quella caldissima domenica di maggio sono venuta a Siena ad assistere al suo esordio da allenatore, saranno stati piu' di 30 gradi, la tribuna era sotto il sole cocente delle 3 del pomeriggio.. Quella doppietta del Capitano, quella bella vittoria, chi l'ha sentito, il caldo. Con Ferrara sarà diverso, ci dicevamo, massì non ha esperienza, però c'è il cuore, l'attaccamento alla maglia, alla società, ai giocatori che sono stati suoi compagni per tanto tempo. Avevamo anche iniziato benissimo la stagione, vincendo con il Real, con la Roma, poi con l'Inter.Pensi che io, quando ad agosto sono usciti i calendari, già mi ero fatta un programma di viaggi a Torino che lei non si immagina neanche.E non è che abiti proprio dietro l'angolo, sono sempre quei 646 chilometri, sa?Dopo la batosta dell'eliminazione dalla Champions, non ancora sazia di delusioni, avevo anche organizzato una tre giorni ad Amsterdam per vedere la prima partita di...Mi scusi, è piu' forte di me, questa nuova competizione mi sta stretta, non la riesco neanche a nominare. Ma sarei comunque venuta fin lassù. Adesso invece. Adesso caro Ciro, quando la vedo mi si stringe il cuore. Non mi fraintenda, lo so che non lo fa apposta, lo so che quando l'arbitro fischia si appella a san gennaro e a tutti gli altri santi che conosce e in tasca tiene una quantità di corni scacciasfiga di varie fogge e misure, lo so che in certi momenti quando vede quel Felipe Melo lì e si gira verso la panchina per cambiarlo, si deprime nel vedere quel biondino che nella vita ha preso piu' sputi che complimenti, lo so che quando ci fanno il goal del 2 a 1 all'89esimo vorrebbe nascondersi sotto il piumone e non uscire più. Immagino che sia dura sentire che tutta italia invoca le sue dimissioni da un paio di mesi,ma lei ad ogni sconfitta afferma con orgoglio che non ci lascia, che vuole andare avanti, che non se ne va. Io sono dalla sua parte Ciro, dopo tanti anni le voglio bene, sempre in virtù di quel famoso numero 2 di cui parlavo prima. Cerchiamo di capire che è successo, suvvia. Lo so che magari come tutti i maschi, non apprezza consigli calcistici da una donna, non si scaldi subito. Magari c'è qualche problema nella sua vita privata che si riflette irrimediabilmente sul suo lavoro? Ma no, non voglio farmi i fatti suoi, non sia cosi' permaloso. E' che io ho una mia personalissima teoria...Ma non sara' che mangiare tutti i giorni quei budini preconfezionati le fa male? Io capisco che quando uno è depresso subentra la fame nervosa (davvero, la capisco, a me capita spesso!) e il cioccolato sembra l'unica cura al mondo, ma le garantisco che prepararsi un dolcetto del genere da soli non è affatto difficile ed è ancora piu' terapeutico che mangiarlo e basta. Prenda questi tartufini, per esempio. Ci vorranno 5 minuti a fare l'impasto, li lascia un paio d'ore in frigo, nel frattempo fa un paio di partite alla play (visto mai li' risca a vincere qualcosa...) e poi può anche personalizzarli come vuole, cacao, nocciole, zucchero... Magari ne faccia un vassoietto e li porti anche a Blanc e Secco, tante volte li ispirassero verso acquisti piu' ponderati e importanti o almeno non imbarazzanti, se proprio farli bene non si può. Magari, mentre sta li' con le mani sporche di cioccolato, si faccia sfuggire un pensiero per me, per noi, per tutti quei poretti che si sono comprati l'lcd panoramico apposta per le partite del sabato sera e si ritrovano a vedersi in hd solo il dottor house, che almeno la cura la trova sempre. Per quelli che col freddo che fa in questo periodo a torino vengono allo stadio e non possono nemmeno saltellare per scaldarsi perchè subito li additano come razzisti. Cerchi un po' di venirci incontro, prima che le vengano incontro con un autocingolato.
Caro Ciro Ferrara, proprio mentre le scrivo si vocifera che stia tenendo in caldo la panchina per qualcuno che arriverà già la settimana prossima, che le manchino solo due partite prima di avere tanto tempo libero per imparare a cucinare come si deve. Non se la prenda troppo, infondo ci ha provato, la gente dimentica facilmente, in poco tempo lei tornerà nell'immaginario collettivo con il suo 2 sulle spalle ad alzar coppe dei campioni e, magari, la Juve in una posizione in classifica più consona a noi tifosi.
In bocca al Lupo, Ciro!

Tartufi al Cioccolato
500g cioccolato fondente minimo55%
200g panna fresca
25g burro
2 cucchiai di cacao amaro
3 cucchiai di nocciole piemonte
2 cucchiai di codette di cioccolato
2 cucchiai di cristalli di zucchero

Tritate al coltello il cioccolato in pezzi più piccoli possibile e mettetelo in una ciotola. Scaldate la panna in un pentolino, quando raggiunge il bollore versatela poco alla volta sul cioccolato, attraverso un passino, e mescolate con una spatola fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo. Nel caso in cui resti qualche pezzo di cioccolato piu' grande, mettete tutto nel microonde, ovviamente con un recipiente adatto, pochi secondi alla volta, finchè il cioccolato non è liscio e cremoso.Aggiungete ora il burro in piccoli pezzi, mescolate ancora, coprite con la pellicola e mettete in frigorifero almeno 4 ore. A questo punto, con un scovolino prelevate piccole palline di composto e passatele nel cacao, nella granella di nocciole, nello zucchero o nelle codette di cioccolato. Potete anche nascondere all'interno di qualcuna delle nocciole intere. Se non avete lo scovolino (quello che si usa per fare le palline di melone, per intenderci) potete anche rivestire una teglia di pellicola trasparente e versarci il composto ancora caldo, livellare bene ad una altezza di circa un centimetro e mettere a freddare. Una volta solidificato con un coltello affilato potete tagliare dei quadratini o usare dei tagliabiscotti molto piccoli e procedere come sopra. Si conservano in frigorifero.





giovedì 21 gennaio 2010

Il futuro del mondo...


Era un po' che non scrivevo, il mio programma per il primo mese dell'anno era starmene rinchiusa a casa a studiare per dare piu' esami possibile, ma chetelodicoaffa' nella mia grande università sono sempre pronti a metterti i bastoni tra le ruote. Tutti si lamentano che stiamo poco nei reparti, poi vogliono che stiamo a pari con gli esami, che andiamo a lezione tutte le mattine, che frequentiamo i seminari e che facciamo anche qualche corso per conto nostro, perchè, sapete "qui per organizzarli i soldi non ci stanno, bastano a malapena per pagare i nostri stipendi". Al che se gia' mi sono alzata che era ancora buio, ho preso la solita autostrada che ieri mattina passava in mezzo a dei campi azzurrini di brina (era -4°), ho trovato il raccordo bloccato gia' alle 7,40 e una volta in aula non c'era il riscaldamento ma l'aria condizionata, quando sento che il nostro corso di basic life support non si puo' fare perchè non ci sono i soldi, 5 minuti di nervoso mi vengono. Per cui finisce la lezione e decidiamo di buttare via un'ora (oramai il tempo è diventato un bene di lusso) per andare a lamentarci con qualcuno. Spiacenti, ragazzi. I tagli che il ministero ha fatto alle università prima e alla sanità poi non possono che portare a questo risultato. In parole povere, fino al 2013 ci sara' una progressiva diminuzione dei fondi: nel 2009 qualcosa in piu' di 60 milioni di euro, nel 2010 saranno 200 milioni in meno, fino al 2013 quando il taglio avra' raggiunto circa 460 milioni. Ora, questo cosa vuol dire. Vuol dire che le università pubbliche "potranno accettare" (leggi:saranno costrette se vogliono continuare ad esistere) finanziamenti da privati. Quello che magari non tutti sanno, neanche io lo sapevo, è che l'università statale ha un tetto limite per le tasse che pagano gli studenti ogni anno che è fissato al 20% del fondo ordinario. Quindi la buona notizia è che le nostre tasse di iscrizione, non possono aumentare ma diminuiranno? No, perchè se l'università diventa privata, questo tetto non vale piu'! Il risultato finale? L'Università, come la Sanità, come l'Acqua, come il Lavoro, non sarà più per tutti, ma solo per pochi, anzi per pochissimi, perchè per pochi lo è già adesso. Certamente queste cose mi riguarderanno relativamente, perchè sempre facendo i dovuti scongiuri io entro un anno dovrei uscire dall'università. Ma se i Maya non avessero ragione, e nel 2012 non succedesse un beneamato piffero, qualcuno che avrà ancora il progetto di laurearsi ci sarà no? Qualcuno che non vuole solo diventare famoso andando a litigare dentro una casa a Cinecittà, o che non sogna di andare a sculettare su un tavolino in prima serata ma di imparare a fare un lavoro concreto, esisterà ancora, no? Io continuo ad augurarmelo, sinceramente. E altrettanto sinceramente a stare a guardare non ci sto più, perchè è su questo che, chi ha iniziato questo processo di distruzione, sta contando. Sull'indifferenza degli italiani. Questo 2010 è iniziato male, malissimo. Ero a Barcellona per capodanno e quando sono tornata ho letto che brunetta aveva affermato che il primo articolo della costituzione non ha senso, perchè
l'Italia non è una Repubblica fondata sul Lavoro.
L'Italia non è una Repubblica fondata sul Lavoro. Non ho parole, perchè un ministro che afferma una cosa del genere dovrebbe essere mandato a casa e costretto anche a restituire tutti gli stipendi che ha preso finora. Senza contare l'ottimo messaggio che manda alle nuove generazioni, ammesso che le nuove generazioni sappiano cosa sia, la Costituzione. Lo so che non si deve generalizzare, sicuramente ci sono molti giovani che si interessano di quello che succede nel nostro paese, ma vi garantisco che troppo, troppo spesso mi sento dire: "A me quello che dicono i politici non interessa, fai come me se non ti vuoi arrabbiare in questo modo". Ed è avvilente. E' avvilente vedere che a qualche centinaio di chilometri viene dichiarata guerra agli immigrati, ed è avvilente sentire al primo tg nazionale che chi ha sparato loro alle gambe si lamenta di avere la macchina abbozzata dagli scontri. Ed è avvilente sentire un altro ministro che dice che c'è stata troppa tolleranza, perchè le macchine dei rosarnesi sono voti, e tra poco ci sono le regionali...

Il futuro del mondo è diverso dal mio io non ce l'ho con nessuno
lungo la strada dell'intolleranza oggi c'è troppo casino
IL FUTURO DEL MONDO E' DIVERSO DAL MIO IO MORIRO' PRIMA O POI
LUNGO LA STRADA DELL'INTOLLERANZA...ANDATECI VOI!!!
voi che sembrate immortali come le idee che vi han raccontato
voi che attraverso un binocolo cieco tutto vi sembra scontato
io a questi giorni ci tengo, son tutto quello che ho
lungo la strada dell'intolleranza sassi non seminerò
IL FUTURO DEL MONDO E' DIVERSO DAL MIO IO MORIRO' PRIMA O POI
LUNGO LA STRADA DELL'INTOLLERANZA... ANDATECI VOI!!!
dimmelo dimmelo dimmelo te come posso fare per farti capire che
il nazionalismo è un po' come il razzismo, serve per darsi un motivo
io me ne frego di chiudermi in gabbia io in questo mondo ci vivo
io coi fantasmi ci vado d'accordo, spesso di più che coi vivi
lungo la strada dell'intolleranza, io non ci trovo motivi!
IL FUTURO DEL MONDO E' DIVERSO DAL MIO IO MORIRO' PRIMA O POI
LUNGO LA STRADA DELL'INTOLLERANZA.. ANDATECI VOI!!!
(Jovanotti, "Il futuro del Mondo" 1994)


Rotolo morbido con crema al cioccolato e nocciole piemonte
per un rotolo 30x40

zucchero 100g
tuorli 110g
miele di corbezzolo (o altro miele) 12g
albume 190g
zucchero 35g
farina 00 90g
fecola di patate 75g
crema gianduia 300g
nocciole piemonte tostate 80g

Setacciare e mescolare la farina e la fecola.Montare i tuorli con i cento grammi di zucchero e il miele finchè non diventano chiari e spumosi; contemporaneamente montare a neve compatta ma non troppo :-), in un altro recipiente, gli albumi con lo zucchero rimanente. Unire ora molto delicatamente e con movimenti dal basso verso l'alto, un cucchiaio di farina al composto di tuorli, quando si è completamente assorbito aggiungere sempre allo stesso modo un cucchiaio di albumi. Andate avanti alternando farina e albume fino all'esaurimento degli ingredienti. Foderate una teglia 30x 40 con carta da forno e versate il composto, livellando bene con una spatola ma senza mai sbattere la teglia. Cuocere in forno statico preriscaldato a 230° per 5-7 minuti. Quando è cotto, capovolgerlo su un canovaccio e lasciarlo intiepidire. Nel frattempo tritare grossolanamente le nocciole. Eliminare la carta da forno e spalmare la pasta con la crema al cioccolato e nocciole, lasciando qualche cm vuoto ad uno dei margini verticali. Cospargere la crema con le nocciole tritate e aiutandosi con il canovaccio arrotolare la pasta verso il lato con lo spazio lasciato vuoto. Lasciate raffreddare e servite a fette o tranci, magari accompagnato con panna montata o gelato alla vaniglia.

nota1:ennesima ricetta di Giovanni Pina con risultato eccellente. Il rotolo farcito è sempre stata una delle mie fissazioni, soprattutto nella versione al cioccolato con la panna, ma si è sempre rotto durante l'arrotolamento. Ho provato la versione base ma quella al cioccolato è solo questione di tempo..
nota2:Per essere farcito di cioccolato come questo, io l'ho trovato un po' troppo spesso. Con una farcitura meno pastosa forse va bene, ma con questa crema l'avrei preferito piu' sottile. Questione di gusti...:-)
nota3: occhio alla cottura, cuoce davvero in cosi' poco tempo, e se si cuoce troppo poi non si arrotola piu'...che peccato! :-)
nota4:chiaramente se decidete di variare sul tema, una farcitura fresca come che so, una chantilly, una crema al mascarpone, o la semplice panna montata, richiedono che il rotolo sia piu' che intiepidito, anche se non proprio freddo perchè temo che da freddo non si arrotoli altrettanto bene. In questo caso penso che si possa poi rimediare mettendolo subito in frigo/freezer/abbattitore.

martedì 29 dicembre 2009

Tanti zuccherosi auguri...


Buon anno fratello
buon anno davvero e spero
sia bello sia bello e leggero
che voli sul filo dei tuoi desideri
ti porti momenti profondi e i misteri
rimangano dolci misteri
che niente modifichi i fatti di ieri
ti auguro pace risate e fatica
trovare dei fiori nei campi d'ortica
ti auguro viaggi in paesi lontani
lavori da compiere con le tue mani

e figli che crescono e poi vanno via
attratti dal volto della fantasia
buon anno fratello buon anno ai tuoi occhi
alle mani alle braccia ai polpacci ai ginocchi
buon anno ai tuoi piedi alla spina dorsale
alla pelle alle spalle al tuo grande ideale
buon anno fratello buon anno davvero...
che ti porti scompiglio e progetti sballati
e frutta e panini ai tuoi sogni affamati
ti porti chilometri e guance arrossate
albe azzurre e tramonti di belle giornate
e semafori verdi e prudenza e coraggio
ed un pesce d'aprile e una festa di maggio
buon anno alla tua luna buon anno al tuo sole
buon anno alle tue orecchie e alle mie parole
buon anno a tutto il sangue che ti scorre nelle vene
e che quando batte a tempo dice andrà tutto bene
buon anno fratello e non fare cazzate
le pene van via così come son nate
ti auguro amore quintali d'amore
palazzi quartieri paesi d'amore
pianeti d'amore universi d'amore
istanti minuti giornate d'amore
ti auguro un anno d'amore fratello mio
l'amore del mondo e quello di Dio...

Buon Anno

...see you on 2010...

domenica 6 dicembre 2009

Crostata Dedicata...


Prima di sbattere la testa contro il muro e compromettere per sempre le mie capacita' cognitive, ho deciso che si rendeva necessario fare una pausa. Io odio quest'esame, ve lo dico, lo odio, lo odio, lo o-d-i-o. Nemmeno la pausa con the verde (rigorosamente nella tazza della juventus..Si si, proprio quella dei due pappini all'Inter di ieri sera!Mi sto mordendo le mani per non fare un post di commento della partita...questo non è un blog di calcio, questo non è un blog di calcio...andiamo avanti, suvvia) e una fetta di questa crostatina mi hanno fatto cambiare umore, che ormai è assolutamente nero. Intanto, mentre passavo il tempo ad incrementare questo astio, è arrivato dicembre. Torino è ormai relegato al mese scorso, ma non potevo assolutamente dedicare a qualcos altro la prima ricetta realizzata nella cucina nuova (sopratutto dopo i due pappini di cui sopra!:-) ). Ebbene si, almeno la cucina è finita (mancano solo un paio di mensole e gli sgabelli) e ormai è fatto quasi tutto, abbiamo i pavimenti, i termosifoni e persino i battiscopa. L'altra sera io e la Supermum avevamo addirittura due postazioni diverse e distanziate, una al salato l'altra al dolce (ma come facevamo prima?!). Rimangono ancora problemi organizzativi (del tipo che apro in media 3 cassetti e 4 sportelli prima di capire dov'è quello che sto cercando, visto che ha cambiato posto a tutto, ehm...) e i libri di cucina che sono ancora senza fissa dimora. Ogni tanto passo da voi e leggo di quanto siete indaffarate nei preparativi natalizi, che invidia! Ho visto tanti di quei biscottini in giro che mi ci vorrebbero altri due mesi di vacanze solo per provarli, vedro' cosa posso fare nel tempo che riusciro' a ritagliare da questo osceno esame. Stamattina però volevamo fare l'albero, o almeno iniziare (abbiamo comprato anche due palline bellissime a Torino, chevvelodicoaffa'!) ma solo il pensiero di salire in soffitta e cercare il necessario nascosto chissa' dove tra il vecchio frigorifero, i mattoni refrattari del camino smantellato, avanzi di pavimenti e ex impianto di riscaldamento...ci ha fatto subito desistere. Magari martedi' eh, come tradizione vuole...
Questa crostata era nell'aria gia' in macchina al ritorno da Torino (quante volte ho già scritto Torino?) dopo che la mia cara Carlotta mi aveva raccontato di un dolce che aveva assaggiato in un ristorante di Pinerolo a base di Seiras. Ci ho pensato giusto un paio di minuti, guardando il bottino che ci eravamo riportate, e il ripieno tutto piemontese era gia' in forno...



Crostata Torino
300g ricotta Seiras
3 cucchiai di zucchero a velo
80g nocciole piemonte
80g cioccolato fondente Gobino
un uovo
la scorza di una arancia non trattata

Stendete la pasta frolla e foderate uno stampo da 22-24cm di diametro, bucherellate il fondo con una forchetta, regolate i bordi e mettete in frigorifero. Lavorate a crema la ricotta con lo zucchero a velo, tritate grossolanamente al coltello le nocciole e il cioccolato ed aggiungeteli al composto, insieme alla buccia d'arancia grattuggiata e l'uovo leggermente sbattuto. Mescolate bene il tutto finchè non è omogeneo, riprendete la base di frolla dal frigo e riempitela con la ricotta, livellando bene. Coprire con la classica griglia da crostata o con un altro disco di frolla, infornate a 180° per circa 40 minuti, fino a colorazione.

Apprezzate il fatto che non vi abbia tediato per qualche ora con la grinta del mio Giorgione Chiellini (con tanto di maschera post naso rotto..) o con il supergoal di Marchisio o con la certezza del mitico Gigi Buffon... e beccatevi questa!;-)

venerdì 20 novembre 2009

Torino: tre-giorni veramente...del CAVOLO! (parte1)


Prima comunicazione ufficiale: Torino è la mia città preferita. Le sono bastati 6 giorni, precisamente 3 giorni della prima visita, risalente a circa due anni fa, e tre giorni del cavolo :-) per scalzare Parigi dal primo posto e prendersi prepotentemente il primato. Vi sembra poco? Piccolo preambolo: io per Parigi ho una vera e propria venerazione, non ho ancora visto mezzo mondo ma Parigi la so a memoria, 6 volte negli ultimi 10 anni, studio dettagliato di piante e mappe (tanto da conoscere anche le stazioni Metrò!), fotografie appese in camera e piccole tour eiffel sparse per casa. Una vera ossessione, tanto che avevo gia' scelto la casa dove andare a vivere, fin dalla seconda volta. E quando guardo le case vuol dire una sola cosa: è amore. Appena spunta la Tour, mi esce sempre un urletto di meraviglia. Quando martedi' sera ho rivisto la Mole avvolta nel buio, non sono proprio riuscita a trattenermi. Quindi, cari i miei torinesi, rassegnatevi ad avermi tra i piedi: prima o poi, vivro' li' anche io, è una promessa (o una minaccia!:-) ).

Ma andiamo con ordine...

Io e la Supermum, siamo partite da qui alle 14 di martedi'. Anche l'altra volta ero venuta su in macchina, ma non so perchè (forse due anni fa ero piu' giovane!!!) questa volta mi è sembrata mooolto lunga. In realta' non ci abbiamo messo nè piu' nè meno delle 6 ore previste, una volta a Torino poi il navigatore ha smesso di collaborare (come se avesse mai iniziato..."fuori rotta" credo siano le uniche parole che gli hanno insegnato!) e non si sa dove ci ha mandato. Per fortuna i torinesi sono gentili, e nel momento di disperazione ci hanno detto come fare inversione su corso vittorio emanuele (a proposito, ma non era solo a roma che quando il semaforo diventa verde si mettono tutti a suonare come pazzi?:-) ). Insomma alla fine troviamo l'albergo (unica nota stonata dei tre giorni, non andateci maimaimaimai), litigo praticamente subito con l'omino alla reception che è stato molto scortese, parcheggiamo e prendiamo un taxi per andare a cena dove avevamo sapientemente gia' prenotato (della serie:nonsiamaicherestiamosenzamangiare!). Destinazione: Magorabin. La cena da Marcello Trentini merita un post a parte, prossimamente su questi schermi. Solo due parole: cena meravigliosa, vi diro' di piu'. La mattina dopo studiamo la strada per raggiungere il lingotto. Le prime persone che ho conosciuto sono state Graziella e Fabio, nel bar di Eataly abbiamo raggiunto Sigrid e tutti gli altri del gruppo. Ringrazio fin da subito Elisa, Silvia e le loro colleghe di Eataly, che sono state con noi gentilissime e pazienti. Siamo saliti tutti nella stanza dei duecento, al piano superiore, dove c'è una cucina strepitosa e dove ci aspettavano gli ingredienti e le attrezzature.


Maglietta, grembiule e cappellino e siamo tutti pronti per essere assegnati ad una delle ricette a base di cavolo che si potranno gustare la sera nei ristorantini di Eataly: da quel momento io e Sandra iniziamo a preparare la ricetta vegetariana "Cavoletti di Bruxelles, mele caramellate, pinoli e pecorino" (abbiamo vinto il premio qualita'!) La Supermum si dedica invece alla "Lasagna di cavolo verza, taleggio, pecorino e salvia", insieme a Graziella e la mitica Anna. Agli altri tavoli, per le altre "cavolate": Marie, Katia e Barbara si dedicavano alla "pizza broccoletto, gorgonzola e vongole" aiutando anche Matteo, il fotografo, a preparare i "crostini con Crema di cavolo rosso e cumino, crema di cavoletti e colatura di alici, crema di cavolfiore zafferano e uvette" per la birreria, tra una bellissima foto e l'altra (c'era anche Silvia impegnata a fotografare le nostre mosse, guardate il suo blog!); Fabio, Cinzia e Arianna (tra l'altro i vincitori della serata!) hanno preparato i "fish cakes di baccala' con purea di cavoletto e nocciole"; Isabella,Daniela, e Eleonora si sono classificate seconde con un meraviglioso "hamburger di carne de La Granda con insalata di cavolo cappuccio" ; Carlotta, Rossella e Maddalena erano al ristorantino Salumi&Formaggi e servivano lo "sformatino di cavolfiore con fonduta cacio e pepe e pancetta croccante". Ecco qualche foto:

Inizio dalla ricetta mia e di Sandra...!

i cavoletti...


il miele, le mele i pinoli...

le mele caramellate e Sandra...



la nostra insalata finita...


La preparazione della lasagna...



Gli ingredienti della pizza...


E quelli del Pesce...




...e quelli della carne...






La mattina è stata davvero divertente, cucinare in compagnia, poi in una cucina come quella, con quella attrezzatura e con quella atmosfera rilassata e di festa, come se fossimo tutti professionisti (ahahaha!) è stato veramente piacevolissimo. Come ha scritto oggi Marie in una mail, è riduttivo rispondere alla domanda "com'è andata, che avete fatto?" con "abbiamo cucinato", perchè non esprime la bellissima giornata che è stata. Abbiamo avuto un paio d'ore per gironzolare in Eataly e ordinare un quantitativo di carne imbarazzante (ma anche per gli acquisti ci deve essere un capitolo a parte..) e poi alle 18.45 vestiti di tutto punto siamo andati nei ristorantini a servire i piatti che avevamo preparato: anche questa è stata una bellissima esperienza, il contatto con il cliente, le ordinazioni, cercare di capire dalle facce se avevano gradito il piatto...e per concludere, il gran finale: mentre Eataly chiudeva i battenti, ci siamo goduti una bella cenetta con i piatti del cavolo rimasti, salumi e formaggi e dell'ottimo vino. Quando siamo usciti, la nebbia avvolgeva Torino (e a me piaceva ancora di piu'!). Ho conosciuto delle persone stupende che spero di rivedere e con le quali spero di mantenere i contatti, le ringrazio una per una per aver reso cosi' speciale questa giornata, a partire ovviamente da Sigrid che ci ha permesso di incontrarci tutti.

ps: un abbraccio speciale a Sandra, Carlotta, Graziella, Anna e Fabio (sperando che sia riuscito ad arrivare indenne in hotel!) e a tutti quelli che si sono preoccupati del fatto che fossimo tornate sane e salve a casa ;-)

pps: andate sul sito di Sandra e guardate cosa fa con quelle manine d'oro!
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