venerdì 20 novembre 2009

Torino: tre-giorni veramente...del CAVOLO! (parte1)


Prima comunicazione ufficiale: Torino è la mia città preferita. Le sono bastati 6 giorni, precisamente 3 giorni della prima visita, risalente a circa due anni fa, e tre giorni del cavolo :-) per scalzare Parigi dal primo posto e prendersi prepotentemente il primato. Vi sembra poco? Piccolo preambolo: io per Parigi ho una vera e propria venerazione, non ho ancora visto mezzo mondo ma Parigi la so a memoria, 6 volte negli ultimi 10 anni, studio dettagliato di piante e mappe (tanto da conoscere anche le stazioni Metrò!), fotografie appese in camera e piccole tour eiffel sparse per casa. Una vera ossessione, tanto che avevo gia' scelto la casa dove andare a vivere, fin dalla seconda volta. E quando guardo le case vuol dire una sola cosa: è amore. Appena spunta la Tour, mi esce sempre un urletto di meraviglia. Quando martedi' sera ho rivisto la Mole avvolta nel buio, non sono proprio riuscita a trattenermi. Quindi, cari i miei torinesi, rassegnatevi ad avermi tra i piedi: prima o poi, vivro' li' anche io, è una promessa (o una minaccia!:-) ).

Ma andiamo con ordine...

Io e la Supermum, siamo partite da qui alle 14 di martedi'. Anche l'altra volta ero venuta su in macchina, ma non so perchè (forse due anni fa ero piu' giovane!!!) questa volta mi è sembrata mooolto lunga. In realta' non ci abbiamo messo nè piu' nè meno delle 6 ore previste, una volta a Torino poi il navigatore ha smesso di collaborare (come se avesse mai iniziato..."fuori rotta" credo siano le uniche parole che gli hanno insegnato!) e non si sa dove ci ha mandato. Per fortuna i torinesi sono gentili, e nel momento di disperazione ci hanno detto come fare inversione su corso vittorio emanuele (a proposito, ma non era solo a roma che quando il semaforo diventa verde si mettono tutti a suonare come pazzi?:-) ). Insomma alla fine troviamo l'albergo (unica nota stonata dei tre giorni, non andateci maimaimaimai), litigo praticamente subito con l'omino alla reception che è stato molto scortese, parcheggiamo e prendiamo un taxi per andare a cena dove avevamo sapientemente gia' prenotato (della serie:nonsiamaicherestiamosenzamangiare!). Destinazione: Magorabin. La cena da Marcello Trentini merita un post a parte, prossimamente su questi schermi. Solo due parole: cena meravigliosa, vi diro' di piu'. La mattina dopo studiamo la strada per raggiungere il lingotto. Le prime persone che ho conosciuto sono state Graziella e Fabio, nel bar di Eataly abbiamo raggiunto Sigrid e tutti gli altri del gruppo. Ringrazio fin da subito Elisa, Silvia e le loro colleghe di Eataly, che sono state con noi gentilissime e pazienti. Siamo saliti tutti nella stanza dei duecento, al piano superiore, dove c'è una cucina strepitosa e dove ci aspettavano gli ingredienti e le attrezzature.


Maglietta, grembiule e cappellino e siamo tutti pronti per essere assegnati ad una delle ricette a base di cavolo che si potranno gustare la sera nei ristorantini di Eataly: da quel momento io e Sandra iniziamo a preparare la ricetta vegetariana "Cavoletti di Bruxelles, mele caramellate, pinoli e pecorino" (abbiamo vinto il premio qualita'!) La Supermum si dedica invece alla "Lasagna di cavolo verza, taleggio, pecorino e salvia", insieme a Graziella e la mitica Anna. Agli altri tavoli, per le altre "cavolate": Marie, Katia e Barbara si dedicavano alla "pizza broccoletto, gorgonzola e vongole" aiutando anche Matteo, il fotografo, a preparare i "crostini con Crema di cavolo rosso e cumino, crema di cavoletti e colatura di alici, crema di cavolfiore zafferano e uvette" per la birreria, tra una bellissima foto e l'altra (c'era anche Silvia impegnata a fotografare le nostre mosse, guardate il suo blog!); Fabio, Cinzia e Arianna (tra l'altro i vincitori della serata!) hanno preparato i "fish cakes di baccala' con purea di cavoletto e nocciole"; Isabella,Daniela, e Eleonora si sono classificate seconde con un meraviglioso "hamburger di carne de La Granda con insalata di cavolo cappuccio" ; Carlotta, Rossella e Maddalena erano al ristorantino Salumi&Formaggi e servivano lo "sformatino di cavolfiore con fonduta cacio e pepe e pancetta croccante". Ecco qualche foto:

Inizio dalla ricetta mia e di Sandra...!

i cavoletti...


il miele, le mele i pinoli...

le mele caramellate e Sandra...



la nostra insalata finita...


La preparazione della lasagna...



Gli ingredienti della pizza...


E quelli del Pesce...




...e quelli della carne...






La mattina è stata davvero divertente, cucinare in compagnia, poi in una cucina come quella, con quella attrezzatura e con quella atmosfera rilassata e di festa, come se fossimo tutti professionisti (ahahaha!) è stato veramente piacevolissimo. Come ha scritto oggi Marie in una mail, è riduttivo rispondere alla domanda "com'è andata, che avete fatto?" con "abbiamo cucinato", perchè non esprime la bellissima giornata che è stata. Abbiamo avuto un paio d'ore per gironzolare in Eataly e ordinare un quantitativo di carne imbarazzante (ma anche per gli acquisti ci deve essere un capitolo a parte..) e poi alle 18.45 vestiti di tutto punto siamo andati nei ristorantini a servire i piatti che avevamo preparato: anche questa è stata una bellissima esperienza, il contatto con il cliente, le ordinazioni, cercare di capire dalle facce se avevano gradito il piatto...e per concludere, il gran finale: mentre Eataly chiudeva i battenti, ci siamo goduti una bella cenetta con i piatti del cavolo rimasti, salumi e formaggi e dell'ottimo vino. Quando siamo usciti, la nebbia avvolgeva Torino (e a me piaceva ancora di piu'!). Ho conosciuto delle persone stupende che spero di rivedere e con le quali spero di mantenere i contatti, le ringrazio una per una per aver reso cosi' speciale questa giornata, a partire ovviamente da Sigrid che ci ha permesso di incontrarci tutti.

ps: un abbraccio speciale a Sandra, Carlotta, Graziella, Anna e Fabio (sperando che sia riuscito ad arrivare indenne in hotel!) e a tutti quelli che si sono preoccupati del fatto che fossimo tornate sane e salve a casa ;-)

pps: andate sul sito di Sandra e guardate cosa fa con quelle manine d'oro!

domenica 15 novembre 2009

Indovinate dove vado..?


Mentre la situazione cantiere (leggi:casa!) sembra non sbloccarsi nemmeno con tutto l'impegno che ci stiamo mettendo, nel senso che siamo senza termosifoni (brr) e senza pavimento e ancora con il frigo in salotto e la dispensa distribuita in modo variegato per la casa, siamo riuscite a trovare una soluzione che ci dara' almeno temporaneamente un po' di sollievo: sgombriamo il campo! Finalmente è ufficiale, quindi lo posso dire pubblicamente: con un poco di zucchero sta preparando una trasferta Torinese!Farò nientepopodimenoche la conoscenza della mitica Sigrid e parteciperò alla Giornata del Cavolo!


Siii, sono anche io una pasticciatrice torinese (o aspirante tale, sopratutto aspirante torinese!) Lo so che mi dovro' fare ben 646km ma è un evento talmente carino che anche la Supermum si è subito organizzata per accompagnarmi. Poi con Torino è stato amore a prima vista, non vedo l'ora di rivederla, di camminare e di trovare il coraggio per salire in cima alla Mole (ma l'avete visto quell'ascensore sospeso?Ah ma stavolta ci provo, giuro!). Peccato solo che non ci sia la mia Juventus...Dovro' tornare per Lei! Stamattina finalmente abbiamo prenotato l'albergo e siamo in piena interrogazione parlamentare sul ristorante per il martedi' sera, la nostra indecisione, cari torinesi e non, spazia tra Magorabin, il Vintage 1997 e il famoso Del Cambio. E non sappiamo proprio decidere...eeeeh, è una dura scelta!

Vi saluto con questa crostata, promettendo ampio reportage dell'evento al prossimo fine settimana! E' una ricetta che avevo visto su un vecchio numero di A Tavola, mi aveva incuriosito perchè una via di mezzo tra una crostata e una torta. A dir la verita', inizialmente pensavo di stravolgerla quasi del tutto, mettendo sul fondo di pasta frolla uno strato di crema alla vaniglia e uno di cioccolato, ma per mancanza di latte (chissa' dove l'ho infilato..) ho parzialmente seguito la ricetta iniziale. Mi piacerebbe provare anche con ricotta, pistacchi e gocce di cioccolato (potrei riportarmi del Seiras da Torino..e un po' di cioccolata gianduia...potrei!) ma a me è piaciuta anche cosi', sopratutto nelle pause studio (sigh). Qui ho usato la marmellata: ammetto che ne ho messa poca, ho ripulito il vasetto di marmellata di mandarini ma la prossima volta ne mettero' molta di piu' (si, dopo la volta con la crema e la volta conla ricotta, ce ne sara' anche un'altra di nuovo con la marmellata!) mentre per le crostatine piccole ho usato una marmellata di fichi e zenzero. Altra raccomandazione è di non lesinare con i pinoli e le mandorle per la copertura: si devono sentire bene! Ultima nota: la ricetta è stata alleggerita, è piu' forte di me, quando leggo 250g burro, che si aggiunge a quello gia' presente nella frolla, mi sento male! Resta comunque una torta molto ricca!

Crostata Soffice
200g pasta frolla (dove per uova si intende tuorli!)
marmellata di mandarini (o quella che preferite)
150g burro morbido
250g albume
200g farina 00
un bicchierino di liq Strega
75g arancia candita
75g uvetta
una bustina di lievito
100g pinoli
100g mandorle a lamelle
150g zucchero a velo
50g zucchero

Accendere il forno a 180°C. Stendere la pasta frolla e foderare una tortiera a bordi bassi di 28cm di diametro, rifinire i bordi e punzecchiare il fondo con la forchetta, spalmare il fondo con almeno quattro cucchiai di marmellata e riporre in frigo. Nel frattempo montare il burro con lo zucchero a velo per due o tre minuti. Montare separatamente gli albumi con lo zucchero semolato. Unire un po' di albume al composto di burro per alleggerirlo, aggiungere la farina setacciata con il lievito e infine di nuovo gli albumi con delicatezza mescolando con una spatola dal basso verso l'alto. Riprendere la crostata dal frigo e disporre sulla marmellata i cubetti di arancia candita e l'uvetta precentemente fatta rinvenire in acqua calda e liquore e ben strizzata. Coprire con il composto di burro e albumi e cospargere con i pinoli e le mandorle. Infornare per circa 30 minuti, far freddare e spolverare a piacere con zucchero a velo.




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