giovedì 21 marzo 2013

♥ Crumble Tarte au chocolat, noisettes et cannelle


L'avevo detto io che ci sarebbe stato il sole, è il mio Onomastico. C'è sempre il sole a San Benedetto. Certo, magari poi entro mezzogiorno si copre e ricomincia a piovere. Ma che c'entra, infondo svegliarsi con il sole, prepararsi con il sole, prendere il primo caffè della giornata con il sole.. è tutta un'altra cosa. Poi vabbè, se arrivano le nuvole, come sono arrivate se ne andranno.. Ho fatto giusto in tempo a scattare un paio di foto a questa crostata, prima di partire per Gnomolandia (leggi:basso Molise) dove di sole ce n'è poco, ma in compenso la mia Nonnina is going to turns 90! Ci sarà una grande festa, domani: mia nonna ha fatto la maestra elementare per quarant'anni e i suoi ex alunni (circa sessanta), le hanno organizzato una sorpresa con tanto di torta e buffet, nella loro vecchia scuola (diventata nel frattempo anche la scuola del piccolo Giammi). Non potevamo proprio perderci un momento del genere, non trovate anche voi? 


..E parliamo giusto un secondo di cibo, visto che non lo facciamo mai. La crostata che vi propongo oggi, è la mia soluzione definitiva per risolvere il problema crostata con la crema di cioccolato e nocciole. Non so voi, ma io in linea generale, odio questo tipo di crostate: vuoi perchè spesso ci trovi dentro surrogati di creme piu' famose stucchevoli a livelli esponenziali, vuoi perchè cuocendola nella frolla si secca e diventa dura come un sasso, vuoi perchè se la cuoci in bianco e poi la farcisci non c'è mai la giusta proporzione tra frolla e crema, preferisco sempre marmellata, o creme di ricotta, come questa o questa. Con questa tecnica, però, la crema resta morbida, non si secca e c'è la giusta quantità di frolla, che non può essere carente, a mio avviso, in una crostata. In piu' ho utilizzato una crema particolarmente buona, la Crema di Nocciole della Vis, non troppo dolce e dal gusto intenso di nocciole tostate, che si sono sposate a meraviglia con la cannella della frolla. 


Crumble Tarte au chocolat, noisettes et cannelle

per una tarte quadrata 20x20cm

2 tuorli
100g di burro morbido
un pizzico di sale
50g di zucchero semolato
200g farina 
mezzo cucchiaino di cannella in polvere
un vasetto di crema alle nocciole e cacao (200ml)
20g di pinoli

Setacciare la farina, aggiungere lo zucchero, la cannella, il sale. Iniziare ad impastare aggiungendo i due tuorli e il burro poco per volta, senza cercare di ottenere un impasto compatto e sodo, ma lasciandolo in briciole. Bagnare, strizzare e asciugare un foglio di carta forno, rivestire uno stampo quadrato 20x20. Prelevare meta' dell'impasto e stenderlo con le mani sul fondo della tortiera, compattandolo con le mani per ottenere una base omogenea. Bucherellare il fondo con una forchetta, sistemare i bordi e mettere in frigo per circa dieci minuti. Mescolare i pinoli al resto delle briciole di impasto. Riprendere la teglia, farcirla con la crema avendo cura di livellarla bene in uno strato omogeneo e mettere nuovamente tutto in frigorifero. Accendere il forno a 180°. Dopo circa 10 mimuti, coprire la crema con il crumble di frolla e pinoli, spargendo le briciole in modo uniforme. Cuocere per 35-45 minuti, far raffreddare prima di sformarla e servirla spolverata di zucchero a velo.


E infine una piccola comunicazione di servizio: ci sono nuove cosine nell'Etsy Shop! I Chain Bracelets con le borchiette per una primavera rock, nuovi sautoir e chiama angeli per una primavera romantica...♥


lunedì 18 marzo 2013

♥ Cruda Piemontese con Sale Maldon e Tris di Salsine


Un nuovo Lunedì, di nuovo di pioggia, di nuovo non attendendosi altro per tutta la settimana. Certo, c'è chi è sotto la neve quindi accontentiamoci, ma quando la settimana dopo Pasqua (dopo Pasquetta anzi, perchè si sa, a Pasquetta piove, a meno che tu non abbia una sessione di esami il giorno dopo ovviamente, perchè in quel caso sarà estate. Non primavera, estate, si, solo per un giorno. True story.) saranno improvvisamente 30° non venite a lamentarmi con me del fatto che non esistono più le mezze stagioni. In tutto ciò, approfittando di un giorno di tregua dalla pioggia, il mio Lui mi ha portato ad Eataly, quello di Roma, perchè Torino ci resta ancora un pochino fuori mano. Ci siete stati, cari romani, no? Per fortuna la ressa dei primi mesi si è attenuata, ed andarci anche un venerdì sera è diventato piacevole. Molto piu' grande di tutti gli altri, si trova nell'ex air terminal di Ostiense, luogo che prima era non solo inutilizzato ma anche in totale abbandono. Ci sono ben quattro piani da visitare e innumerevoli golosità: otre i classici ristorantini carne, pesce, salumi e formaggi, pasta, pizza e verdure, c'è anche una rosticceria, l'osteria romana, una friggitoria, il bar delle ostriche, l'angolo aperitivo, due bar, due gelaterie e la pasticceria di Montersino. In piu', all'ultimo piano, il ristorante Italia e le aule per i corsi. Ah, dimenticavo il chioschetto della Piadina, stesa, cotta e farcita al momento, molto buona anche se un po' cara, e il Panino, che non ho ancora provato ma che mi alletta moltissimo. Sono piuttosto abitudinaria negli acquisti da Eataly, ma se c'è una cosa senza la quale non me ne vado mai è la carne, sopratutto la Cruda. Ora, i vegeteriani che capitano da questa parti inorridiranno, ma questa è una delle cose che preferisco mangiare in assoluto. Al resto della carne potrei anche rinunciare, ma avrei grandissime difficoltà a fare a meno di questa e del prosciutto crudo (sono umbra, abbiate pazienza). E poi, eliminando le salsine di cui parleremo tra poco, è un piatto leggero e digeribile, accompagnato da un'insalata di finocchi e arancia come lo servivano da Eataly questa settimana, o da zucchine grigliate e olio al basilico quando finalmente sarà primavera, oppure ancora da una dadolata di peperoni crudi quando sarà ancora piu' caldo, è un ottimo pranzo e una fantastica cena. La carne ovviamente deve essere freschissima e di ottima qualità, altrimenti meglio evitare. Io sono una grande ammiratrice dell'Associazione La Granda, sia per la altissima qualità delle carni che per il progetto di promozione di cultura dell'Alimentazione che ha portato avanti con Eataly. Tra l'altro sul loro sito c'è un interessantissima spiegazione interattiva di tutti i tagli di carne, con i relativi consigli di preparazione. No no, non mi hanno assunta, nè affiliata, nè altro, era giusto per dirvi che poichè è meglio mangiare poca carne ma di alto livello, questo è l'azienda giusta!


Cruda Piemontese "La Granda"
con sale Maldon e Tris di Salse
per 4 persone

500g di Cruda la Granda (potete usare filetto, girello, scamone, codone..)
un cucchiaio di olio evo
mezzo cucchiaino di zenzero tritato
un cucchiaio di senape di Digione al Dragoncello (per palati forti!)

per la Salsa Bernese: 
uno scalogno (perfetto se volete fare i fighi!) 
due tuorli
tre cucchiai di aceto di vino bianco
due cucchiai d'acqua
sale
pepe bianco
dragoncello fresco o secco 
50g di burro chiarificato (a piacere) 

per la Maionese allo Zenzero:
due tuorli
il succo di mezzo limone
due cucchiaini di zenzero tritato
sale
pepe bianco
200ml di olio di semi

Per prima cosa tagliate la carne al coltello in cubetti di circa un centimetro. Mettetela in una boule con l'olio e lo zenzero e lasciatela insaporire. Prepariamo la Salsa Bernese: tritate lo scalogno, mettetelo in un pentolino con l'aceto, la metà del dragoncello tritato, un cucchiaio d'acqua e il sale. Lasciate ammorbidire lo scalogno a fuoco lento, fino a quando il liquido non sarà evaporato. Scolate bene con un passino e premetelo con il dorso di un cucchiaio. Preparate un bagno maria e ponetevi due tuorli, rompeteli con una frusta e aggiungete l'acqua e lo scalogno. Montate a caldo con una frusta elettrica o a mano, per circa 8-10minuti. Vedrete che la salsa prenderà corpo: a questo punto la ricetta originale della bernese prevede l'aggiunta di burro chiarificato in dosi massicce (circa 150-180g!) A me la salsa sembrava avere già la giusta consistenza, quindi ne ho aggiunto pochissimo, e la prossima volta non ne aggiungerò affatto, ve lo dico! 


Passiamo alla Maionese allo Zenzero: inutile dirvi che per la maionese, che secondo la regola generale non richiede cottura, sono necessarie uova freschissime, altrimenti dovrete procedere a caldo come per la salsa precedente. Mettete in una boule a bordi alti due tuorli, rompeteli con le fruste elettriche, salate e pepate. Iniziate a montare e versate contemporaneamente l'olio a filo, senza mai fermare le fruste o cambiare direzione! Quando avrete aggiunto tutto l'olio, la salsa avrà preso corpo, aggiungete il succo di limone e continuate a montare finchè non sarà ben soda. Regolate di sale e pepe e sbizzarritevi nelle personalizzazioni: io vi consiglio di aggiungere lo zenzero tritato a due cucchiai di maionese e uno di senape al dragoncello ad altri due cucchiai.  


Prepariamo a questo punto il piatto: aiutatevi con un coppapasta, tondo o quadrato, per sistemare la carne nei piatti con qualche fiocco di sale Maldon sulla sommità. Disponete le tre salse a quenelles e servite con un buon Nebbiolo. 


giovedì 7 marzo 2013

♥ Petto d'Anatra al Miele di Corbezzolo


Il nostro è un Paese parecchio strano. No, questa volta non mi riferisco alla stranissima propensione dell'italiano medio (o dell'elettore italiano medio) per chi lo fa ridere, anche quando bisogna scegliere qualcuno che sia il piu' serio possibile. Negli ultimi giorni sto cercando di limitare al massimo i contatti con chi puo' aver fatto una scelta simile, quindi fatemi il piacere, non sono proprio pronta a parlarne. Ma dato che, come dicevo, il nostro è un Paese parecchio strano, c'è un'altra vicenda che tiene banco sulle prime pagine dei giornali: lo Scandalo Alimentare. Ora, poichè il nostro è un Paese parecchio strano, avrete notato che i media ogni tanto scelgono uno scandalo e lo amplificano per settimane, tanto per far indignare l'italiano medio e dargli qualcosa di cui sparlare. C'è stato il periodo in cui tutti morivano fuori dal pronto soccorso, il periodo in cui tutti perdevano la valigia all'aeroporto, il periodo in cui tutti si uccidevano per un parcheggio rubato..come se questi scandali si diffondessero con le stesse modalità di un'epidemia di tubercolosi. Ed oggi eccoci al periodo in cui..tutti usano carne scadente spacciandola per manzo di prima categoria. Benvenuti nello Scandalo Carne di Cavallo: i colossi mondiali della produzione di cibo pronto come Star, Findus e Ikea, tanto per citarne alcuni, non hanno niente a che spartire con la fighissima massaia che prepara sorridente lasagne e ragu tagliando al coltello un succulento pezzo di manzo. Sorpresa! Chi l'avrebbe mai detto? Ora, non che io abbia nulla contro i cavalli nè contro la loro pregiatissima carne, ma tutto quello che ho da dire al riguardo è: vi sta bene. Vi sta bene, cari indignatissimi ingurgitatori di cibi pronti. Vi sta bene, perchè nel terzo millennio non è piu' consentito essere consumatori superficiali e non consapevoli. Dovete riconoscere che, una volta entrati a pieno titolo nella categoria "adulti", non avere interesse, attenzione e cura per ciò che si mangia, è un segno tangibile di profonda inciviltà, oltre che una gran mancanza di rispetto. Prima di tutto perchè, come purtroppo sappiamo, la più grande ingiustizia sociale di questo mondo è che non esiste la stessa dispobilità di cibo in tutto il pianeta. Per quanto, molto spesso, la corsa al risparmio dettata dalla mostruosa crisi economica che stiamo attraversando, ci spinge ad acquistare dove tutto costa (apparentemente) meno, i discount e i cibi pronti non fanno che incrementare quella parte di industria che di buono e sano non ha proprio niente, penalizzando invece chi punta su aspetti fondamentali come il rispetto del territorio e degli animali, produzioni trasparenti e in regola con le normative. Ma il nostro è un Paese parecchio strano. Il principale luogo comune su noi Italiani ci vede intenti a stendere la pasta per le tagliatelle o impastare la pizza (il tutto suonando il mandolino, ovviamente), ma il libro piu' venduto è quello della Parodi, forse una delle principali responsabili di questa situazione, con i suoi soffritti pronti, le sue paste frolle industriali e la sua insana passione per la vanillina. Per cui si, vi sta bene, cari indignatissimi parodiani consumatori, se avete creduto che in quel barattolo il sugo potesse davvero essere buono come quello di vostra nonna, preparato come lo farebbe lei. Non saprete mai cosa c'è davvero dentro. Almeno fino alla prossima inchiesta.. perchè il nostro, si sa, è un Paese strano. Ma strano parecchio..


Petto d'Anatra al Miele di Corbezzolo
con zenzero e arancia 

un petto d'anatra da circa 500-600g 
miele di corbezzolo 
zenzero 
il succo di una arancia 
sale
pepe
olio evo 
sale Maldon


Lavate e asciugate bene il petto d'anatra. Con un coltellino affilato, incidete la pelle a losanghe, senza arrivare troppo in profondità. Mescolate un cucchiaio di miele con il succo d'arancia, lo zenzero grattugiato,un cucchiaino d'olio evo e il pepe, emulsionate tutto con una frusta finchè non avrete una marinata omogenea e profumata. Il modo migliore (Nigella Docet!)perchè un alimento prenda il meglio da una marinatura è un sacchetto di plastica, perfetti quelli con chiusura ermetica, ma vanno bene anche quelli per congelare. Mettete il petto nel sacchetto e versate la marinata: chiudete il sacchetto e fate in modo che la marinata entri in contatto con tutta la superficie della carne. Lasciate riposare in frigo per almeno un paio d'ore, muovendolo di tanto in tanto. Tenete presente che piu' resterà nella marinata piu' sarà saporito: perfetto prepararlo il giorno prima, quindi. Tiratelo fuori, scolatelo e ponetelo su carta assorbente. Non buttate la marinata! Tenetela da parte. Accendete il forno a 170°. Fate scaldare benissimo una padella antiaderente e mettete il petto dalla parte della pelle, in modo da farla diventare croccante, lasciate cuocere per circa tre minuti, poi giratelo e continuate la cottura dall'altro lato per altri tre minuti, a fuoco vivo, in modo da sigillare bene le fibre della carne, rosolandolo brevemente su tutti i lati. Trasferite il petto su una teglia da forno e fatelo cuocere per circa 15-20 minuti, controllando se potete la temperatura interna con un termometro. Deve rimanere rosa all'interno. Versate nella stessa padella la marinata e lasciatela ridurre, in modo da farla addensare: assaggiatela, per regolarla di sale e pepe ed eventualmente per aggiungere miele o succo d'arancia, in base al vostro gusto. Sfornate il petto e copritelo con una teglia o un coperchio e lasciatelo riposare per circa dieci minuti, poi scaloppatelo e servitelo con sale Maldon e la sua salsa, accompagnato magari da patate al forno e broccoli gratinati.



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