venerdì 29 luglio 2011

E la chiamano Estate... 2 . 0




Va bene dai, è andata cosi'. Tanto non mi sembra che l'aria sia proprio da costume-pareo-sandali, anzi, l'altra notte mi sono messa anche la copertina di pile e fino a ieri continuava a piovere come fosse novembre. Ma non lo è, non è novembre cacchio, è luglio e dovresti essere in piscina, al mare, al sole. Ok dai, se va bene la prossima settimana un po' di sole riesci a prenderlo, qualche giorno nel posto del cuore, costume e pareo. Dopo di che, si parte. Lo so che è strano, o meglio, per me è molto, molto strano che la vacanza non richieda costume-pareo-sandali. Ma è andata cosi', un minuto cercavamo casa alle Eolie e il successivo pianificavamo un itinerario in Europa. Non avevo pensato, in effetti, che alla fine di Luglio ad Amsterdam potessero esserci quattordici gradi. Nè che nell'iniziare il disegno mentale della mia valigia, avrei avuto il dubbio sul mettere o meno gli stivali. Uhm, gli stivali. In agosto. Mah. Stendiamo un velo pietoso sulle previsioni meteo, che spero sbaglino. In tutto ciò, chiedo il vostro aiuto... questo l'itinerario ufficiale..


Monaco-Berlino-Amsterdam-Bruxelles-Strasburgo, una tappa intermedia a Torino e poi a casa. E quindi ho bisogno del vostro aiuto: indirizzi, dritte, dove andare a cena, a pranzo, a colazione, per una serata, dove comprare, cosa comprare e chi piu' ne ha piu' ne metta! 

In cambio vi offrirò questa favolosa insalata, che sarà perfetta quando il caldo tornerà! Perchè tornerà..!E poi magari non conoscete i fagioli Zolfini, questi piccoli, deliziosi legumi toscani originari di Pratomagno, come i Ceci Piccini. Questi fagioli hanno una buccia molto sottile, quasi impercettibile, che si scioglie in bocca quando sono cucinati bene. Questa caratteristica rende quasi superfluo l'ammollo, anche se noi li lasciamo in acqua fredda in genere mezza giornata. Poi si scolano bene, si sciacquano sotto l'acqua corrente e si mettono in una pentola, preferibilmente di coccio. Si aggiungono foglie di alloro e salvia, uno spicchio d'aglio non tanto grande, si copre di acqua e si accende il fuoco, basso. Non vi resta ora che mettere il coperchio, e far cuocere dolcemente per un paio d'ore, controllandoli ogni tanto e aggiungendo acqua se necessario, regolando di sale dopo circa un'ora e mezza. A quel punto sono pronti da mangiare come piu' vi va: potete scolarli leggermente, condirli con olio, sale e e pepe (magari una grattata di tartufo nero...!) e mangiarli come contorno, oppure lasciarli piu' liquidi per una zuppa o una pasta e fagioli (magari con qualche gamberone...!). Il bello è che potete realizzarli in quantità e poi metterle nei vasetti, cosi' quando un giorno di fine luglio vi viene di voglia...basta aprire il barattolo...


...versarlo in una ciotola, aggiungere del tonno sott'olio ben scolato, affettare una cipolla di Tropea (qualità allungata, quella piu' dolce) e tritare un po' di erba cipollina. A quel punto mancano solo un buon olio d'oliva, sale e pepe...!


Mi raccomando, aspetto i vostri consigli!



ps: il mio Panino al Contrario non ha vinto il contest di About Food, ma è stato inserito nel numero speciale! Evviva! Grazie ad About Food e Cassandra.it!

mercoledì 20 luglio 2011

E la chiamano Estate..


Secondo le infallibili leggi di Murphy, l'ultima settimana in cui stai chiuso in casa a studiare (o l'ultima settimana di lavoro) fuori è veramente Estate. Nel senso che la serranda proprio non la tiri su, che senso ha perdere lo sguardo  dove le mie belle colline verdi toccano il cielo azzurro, sotto un bellissimo sole, quando oltre i due metri quadri della mia scrivania non posso andare (si, la mia scrivania è molto grande, non è colpa mia se i libri che uso sono grandi, e per libri grandi lo sanno tutti, ci vuole un piano d'appoggio grande). Poi arriva la mattina in cui ti svegli con l'esame che fa parte piu' del passato che del futuro (condizione abbastanza rara), e se anche non ti consideri proprio in vacanza, hai un filino di ansia in meno (un filino, non è che l'ansia non ci sia eh.).  E sicuramente quel giorno, pioverà. Non c'è anticiclone che tenga, quel giorno pioverà. O peggio, sarà quel nuvolo incerto che ti tiene per ore sul "esco-non esco", e poi quando dici "masticavoli, esco" si trasforma nell'alluvione dell'anno. Non sono io, è Murphy, è una legge. Quindi stamattina ho deciso di apparecchiare la mia scrivaniona con i miei libroni, e via a scrivere la tesi. Che vi devo dire, quando clicco su quell'iconetta sul desktop, con quelle quattro banalissime lettere, mi esce un sorrisetto di soddisfazione che dice "ah ma niente niente ce la fai?" ;-). Massì, magari si..:-) 


Elucubrazioni a parte, preparatevi per un due tre post pesciolosi, anche se non sembra, è estate, che in genere è la stagione in cui io mangio piu' pesce in assoluto (ma forse dovrei fermare la frase a "mangio"!). Il carpaccio è uno dei miei piatti preferiti, sia di carne che di pesce, in genere preparo diversi piattoni conditi in modo diverso, in modo da avere un pranzo o una cena leggeri ma comunque sfiziosi. Per quanto riguarda il pesce, è importante che prima di mangiarlo crudo si sottoponga a una terapia shock a base di...freddo! Ormai conoscerete tutti l'Anisakis, saprete senz'altro che per scongiurare il pericolo di contagio bastano abbattitore o congelatore, nel giro di 24h il vostro pesce sarà sicuro. A questo punto basterà affettarlo piu' sottile possibile, disporlo su un piatto e condirlo. Le declinazioni sono praticamente infinite, ma quella che preferisco per il salmone è sicuramente questa... 


Carpaccio di salmone e cipolla rossa
con citronette alle erbette del terrazzo e zenzero 

1 cipolla rossa fresca 
1 limone 
erbe a piacere (maggiorana, basilico greco, erba cipollina, timo, menta) 
radice di zenzero
olio ev
sale
pepe bianco 

Per prima cosa affettate la cipolla e mettetela in acqua e ghiaccio, in modo da farla diventare croccante. Disponete il pesce su un piatto da portata ed irroratelo con il succo di mezzo limone, salatelo e tenete da parte. Sbucciate la radice di zenzero e grattugiate la polpa in un bicchiere, aggiungete le erbette, il succo dell'altra metà del limone e l'olio necessario a condire il vostro pesce. A questo punto con un paio di forbici tritate le erbette nel bicchiere e poi emulsionate con una piccola frusta. Scolate le cipolle, asciugatele su carta assorbente e disponetele sul pesce. Versate quindi il condimento sul carpaccio aiutandovi con un cucchiaio, regolate di pepe e lasciate riposare in frigo una mezz'oretta prima di servire. 





lunedì 11 luglio 2011

Un Panino al Contrario


Quello che sei non è quasi mai solo merito tuo. Anzi, forse tu c'entri veramente molto poco, in bene o in male. Perchè infondo da grande diventi quello che hai vissuto, non sei altro che il risultato di tutti quegli eventi che ti hanno coinvolto, in cui ti sei trovato o che hai deliberatamente scelto di vivere. E diventi un po' anche le persone che hai incontrato, le persone con cui hai condiviso qualcosa, che ti hanno insegnato qualcosa: ognuno lascia una traccia dentro di te che mette una piccola radice, il piu' delle volte invisibile, tanto che tu credi di essere tanto brava da essere arrivata dove sei da sola. Ma poi quando ci rifletti, ti viene da sorridere. Perchè pensi a dove saresti, a come saresti, se le cose non fossero andate esattamente come sono andate, se non ci fosse stata quella persona in quel punto preciso della tua vita. Dove sarei se non avessi avuto una mamma come la Supermum, difficile da immaginare. Dove sarei se la mia  famiglia non fosse quella che è (nonostante vanti un esempio per ogni capitolo del libro di Psichiatria..!), se non avessi questo legame con la Supernonna e le Superzie, se non avessi quei due gnometti che hanno davvero cambiato le nostre vite. Dove sarei se quel giorno in prima elementare non avessi preso per mano quei due bambini che piangevano, che adesso sono praticamente i fratelli che non ho avuto. Dove sarei se mi avessero assegnato un'altra classe, rispetto a quella che ho avuto, in cui ho conosciuto  le persone che mi hanno fatto crescere come sono cresciuta. Dove sarei senza la mia amica Giulia, a metà strada tra una sorella e una figlia, senza le nostre litigate e i nostri punti di vista diversi, dove sarei senza i pomeriggi a studiare con Cla e Ci, senza le nostre merende improbabili prima degli allenamenti di pallavolo e le partite di campionato il sabato sera prima della pizza con tutto il resto del gruppo. Dove sarei senza i giri in motorino con Sgnere, senza la sua saggezza e senza quella cicatrice sulla mano che mi ricorda quando siamo cadute per inseguire il suo ragazzo. Dove sarei, come sarei. Dove sarei senza di lui, che movimenta le mie giornate ma che mi ha insegnato forse meglio di tutti ad apprezzare quello che ho invece di lamentarmi di quello che è sempre mancato, che odia la francia ma mi porta in costa azzurra, che mi costringe ogni volta a mettermi in discussione e analizzare quello che faccio, anche se la soddisfazione di dirglielo non gliela darò mai. Ed è così, vieni da tutte queste cose: dal caso, dagli altri, dagli intrecci, le scelte, le botte che hai preso, gli sbagli che hai fatto, le parole che hai detto e le parole che non hai detto, i pigiama party, le trasferte a Ravenna, le feste di capodanno, le prime vacanze da soli, le gite scolastiche, le partite della nazionale, l'Università, le cose che non sono andate come volevi ma infondo dovevano andare cosi', le cose che accetti a fatica e quelle che non accetterai mai. Ma poi succederà che un giorno gli intrecci vi riporteranno tutti nello stesso posto, per un motivo o un altro, tra amicizie raffreddate, amori finiti e persone appena arrivate. E capisci che crescere insieme è qualcosa che non puoi ignorare, che non puoi dimenticare nemmeno se a volte sei stato talmente ferito che lo vorresti e che farà sempre parte di te; che ad ognuno di loro devi qualcosa. Cosi' come loro la devono a te, senza parole.  

 "La chimica è la base della vita. Tutto quello che succede avviene grazie ad una reazione chimica."







Panino al contrario* formaggio, prosciutto e asparagi
ispirato da " A Tavola" di giugno, con qualche tocco della Supermum

pane bianco per tramezzini 
burro pomata 
prosciutto crudo tagliato sottile
asparagi 
emmenthal a fette sottili
erba cipollina (fili interi e freschi)



Lessate gli asparagi per pochi minuti, scolateli e metteteli in una ciotola con acqua e ghiaccio perchè restino verdi. Prendete le fette di pane e passatele nella macchina per stendere la pasta, per renderle piu' sottili. Tagliatele ora in due nel senso della lunghezza, ottenendo due strisce e tagliate a misura il prosciuto e il formaggio, in modo che combacino perfettamente con il pane. Con un pennello da cucina stendete un velo di burro su un lato del pane, appoggiate sopra il prosciutto e fatelo aderire, mettendolo a contatto con il tagliere in modo da avere poi il lato di pane libero rivolto verso di voi. Mettete ora il formaggio, premete bene e con un coltello affilato tagliate ogni striscia in due parti. Scolate e asciugate gli asparagi, conditeli con pochissimo olio, sale e pepe bianco e mettetene due al centro del pane. Arrotolate come fosse un involtino e chiudete con un filo d'erba cipollina. 


*Il panino al contrario è una espressione della quale, modestamente, vanto la completa creazione :-) Invece di prendere due fette di pane e metterci il prosciutto dentro, io prendo il pane (generalmente la crosta) e ci arrotolo il prosciutto intorno. Per questo quando la Supermum ha visto la ricetta su A Tavola non ha potuto fare a meno di provarla! 


con questa ricetta partecipo al contest L'Estate in un Boccone ideato da About Food Cassandra.it


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