sabato 29 gennaio 2011

La Gente Mormora..

Che sia una mia grande passione, ormai è risaputo. L'ho scritto qui, qui, qui, anche qui e per la prima volta qui, quando vi consigliai di comprare l'ultimo (il penultimo, attualmente) album. Tra l'altro non per vantarmi, ma era uscito da nemmeno un mese allora e io già lo definivo uno degli album piu' belli degli ultimi 10 anni. E mi hanno dato ragione, poco tempo fa, dicendo che sisisi, è proprio il miglior album degli ultimi 10 anni. Ed è vero, tutti i singoli sono stati grandissimi successi e poco dopo quel post, "A te" è diventata la canzone piu' passata dalle radio per tutto il 2008: quando sono stata al concerto c'era gente che era venuta solo per sentire quella.. Aspettavo il nuovo disco come si aspetta Babbo Natale, ero curiosa, euforica, ma anche un po' agitata: dopo Safari sapevo che sarebbe stato difficile fare un disco a quel livello, anche per lui. E a dicembre è uscito "Tutto l'amore che ho". Sapevo avrebbe messo in anteprima il video sulla sua pagina facebook, ero incollata allo schermo dalle 8 di mattina e non mi ha fatto nemmeno aspettare tanto. Il bello di Lorenzo è questo, ti stupisce sempre, non sai mai cosa aspettarti. Non rinnega mai la sua base rap e funky, nè tantomeno le sue convinzioni, ma è sempre in cerca di suoni nuovi, di nuove collaborazioni, di nuove ispirazioni. Questa canzone ne è la prova: senza l'amore sarei solo un ciarlatano, come una barca che non esce mai dal porto. Inutile dire che il mese che mancava dall'uscita di Ora, mi sembrava un'eternità. Martedi' mattina volevo fermarmi a comprarlo in Autogrill mentre andavo a Roma (ancora mi chiedo se l'avrei trovato, alle 7 di mattina in autostrada...!) e poi finalmente la sera, ho potuto ascoltarlo.

Non sono mai rimasta delusa da un disco di Lorenzo, certo ce ne sono alcuni che ho apprezzato di piu' e altri meno, ma c'è sempre stata almeno una frase in cui diceva proprio quello che avrei voluto dire io, proprio in quel momento. Ed è successo anche questa volta, non avevo dubbi. Però...c'è un pero', questa volta. Ecco, devo dire la verità, sono un po' perplessa. La prima cosa che salta all'orecchio sono le sonorità, molto elettroniche, molto diverse rispetto a tutte le altre volte. Penso che ogni volta che ho parlato di questo disco diverso sia la parola che ho usato di piu'. Diverso e Strano. Che non si riesca a star fermi non è una novità, pensate a l'Ombelico del Mondo, tanto per dirne una, Lorenzo è nato Dj e far ballare la gente è qualcosa che gli viene naturale. Però...nel 1992, non avevo nemmeno 10 anni, e lui diceva: "ragazzi, lo so che è strano parlare di queste cose mentre si balla ma, anche quando si è in pista per ballare non si deve mai smettere di pensare". E ecco, mi pare che manchi questo. Che manchi, passatemi la parola, la profondità. La sua solita profondità. Ma poi che vuoi - mi rispondo - l'ha dichiarato: è un disco leggero, gioioso, di evasione. E' nato in un momento difficile della sua vita, dopo il fratello pochi mesi fa ha perso la mamma, e ci puo' stare che sia in cerca di leggerezza "un disco che prima di tutto mi facesse ballare". E su questo non c'è dubbio!

Insomma mi sento un po' come dopo "Il Quinto Mondo": un disco che avevo letteralmente divorato (quello di Salvami, nda), pubblicato in un periodo difficile per il mondo, dopo le torri gemelle, il g8, la guerra in Afghanistan, il conflitto religioso. In quel disco c'era tutta la rabbia di chi non voleva, e non vuole, che il mondo andasse in quella direzione, rabbia che era anche la mia e che era una rabbia da diciottenne. In quel disco, oltre alle piu' famose Ti Sposerò e Morirò d'Amore, ci sono due canzoni meravigliose, credo sconosciute a chi non ha il disco: Noi, ("siamo noi in altre vite, altre latitudini, altre compagnie altre solitudini") e La vita vale, canzoni in cui si oppone al razzismo e alle diseguaglianze come solo lui sa fare. Ebbene dopo questo disco stupendo, uscì "Tanto3". Canzone straana :-) E Ora è così, strano e leggero. Ed è ancora piu' strano mettere leggero in un post che parli di Jovanotti, insomma, lui è quello che salì sul palco del festival di Sanremo, chiedendo al governo D'Alema di Cancellare il Debito del Terzo Mondo. E' quello che ha scritto "Il Mio Nome è Mai Piu'", che ha chiamato a raccolta tutti i cantanti italiani per aiutare l'Abruzzo e l'Aquila dopo il terremoto con "Domani21-04-2009" (casualmente anche il mio compleanno :-) ) . Io non credo che ci sia qualcuno che non ha sentito i brividi, per almeno una di queste canzoni. E per finire in bellezza, vi lascio con la prima chicca di questo Ora..



premete play, e chiudete gli occhi. ;-)

"Mormora, la gente mormora
falla tacere praticando l'allegria.."



Biscotti - Simil Tenerezze

per la frolla:
6 tuorli
250g burro
500g farina
120g zucchero
due cucchiai rasi di lievito per dolci
buccia di limone

per la glassa:
100g zucchero a velo
acqua q.b
cacao

per il ripieno:
marmellata di fichi e noci
zenzero
nutella


Per la pasta frolla, il procedimento è sempre lo stesso con la variante di aggiungere la buccia di limone allo zucchero e di setacciare con la farina il lievito. Ho impastato tutto e poi l'ho stesa tra due fogli di carta da forno e messa cosi' in frigo a riposare per almeno mezz'ora. Quando non avete marmellata fatta in casa, potete giocare aromatizzando quelle comprate: in questo caso, alla marmellata di fichi potete aggiungere noci spezzettate e zenzero grattuggiato. Poi ho fatto i biscotti ritagliando per ognuno due cerchi, ho messo un po' di ripieno al centro e coperto e chiuso con un altro cerchio di frolla. Metterli su una placca e in frigo per una ventina di minuti, il tempo che si scaldi il forno a 170°. Togliere i biscotti dal frigo e metterli subito a cuocere, finchè non sono dorati (circa 15-10 minuti, dipende da quanto li fate grandi). Preparare la glassa con lo zucchero a velo aggiungendo poche gocce d'acqua alla volta, deve essere piuttosto densa e corposa. Metterla in un sac a poche o in un cornetto di carta con beccuccio molto fine e decorare i biscotti. Per quelli con la Nutella stesso procedimento, solo che alla glassa è aggiunto poco cacao setacciato con lo zucchero a velo.


venerdì 21 gennaio 2011

Blondies

Il primo telefonino l'ho avuto in primo liceo. Mio padre mi regalò prima un suo vecchio cellulare, modello cabina telefonica, che entrava nella tasca dei pantaloni solo per metà, poi il primo Nokia modello mattoncino , il primo telefonino che aveva persino i giochi. Mi sentivo fighissima, avevo persino la mascherina azzurra (che era il mio colore del momento), lo adoravo. Da allora ho sempre avuto solo Nokia e sempre lo stesso numero, e fino a pochi mesi fa anche lo stesso operatore e persino la stessa tariffa. Al momento l'idea di comprare un cellulare mi mandava nello sconforto piu' totale, sono diventata un po' di braccino corto per queste cose, lo ammetto, se devo spendere 200euro, preferisco spenderli per un bel paio di stivali :-) Ammetto però di aver subito il fascino dell'IPhone, per un periodo mi ero fissata e stavo quasi per passare alla 3 e sottoscrivere uno di quei piani che lo comprendono..ma mi è passata abbastanza presto. Fatto sta che il mio ultimo Nokia, regalato dalla tim quando stavo per mollarli, ha deciso che il suo microfono non poteva più funzionare proprio sempresempresempre. A questo punto rientra in scena il suddetto padre: ho preso con i punti un altro Blackberry, lo vuoi tu? Massì, ok, grazie. Addirittura mi sono fatta dare quello piu' nuovo, con il wi-fi, la connessione ecc. Insomma ora ho anche io uno smartphone..


E lo odioooo! Lo odioooo! Lo detestooo! Prima di tutto non riesco a scrivere con la tastierina qwerty, ridateme il t9, sapevo scrivere sms anche guidando, senza guardare la tastiera, adesso se solo ci provo rischio di riscrivere la storia degli incidenti sul Raccordo. (No Mum, dopo la prima volta ho capito che non lo posso fare, tranquilla. ) L'unica cosa in cui me la cavo bene è spingere il tasto verde e telefonare. A parte gli scherzi, tante volte passi di qui qualcuno che fa Berry di cognome (e Black di nome, obviously..) o comunque qualcuno piu' capace di me, il problema principale è con la connessione: si connette tranquillamente alla wifi di casa, ho scaricato la AppWorld, ma qualsiasi applicazione scarichi sul telefono (facebook, twitter tanto per dirne un paio) non me la fa aprire perchè secondo lui devo "aggiornare il piano dati".

Ma che m*****a e' sto piano datiiiii?!?

per favore, se sapete come impedire che con uno smartphone di ultima generazione si stabilisca il nuovo record di "lancio del telefonino dal terrazzo", datemi una mano :-)


The Hummingbird Bakery's Blondies

note: La ricetta viene da questo me ra vi glio so libro, che stradoro e che mi è stato regalato dalla mia amica Carlotta, che stradoro molto piu' del libro :-) Dicono che i Blondies sono per chi non ama il gusto forte del cioccolato dei Brownies, ma esiste veramente qualcuno che non ama il gusto del cioccolato? "E tu perchè li hai fatti allora?" direte voi, ebbene vi confesso che.. il cioccolato nella dispensa di Con Un Poco di Zucchero era finitooo! E infatti per sopperire ci ho aggiunto una 'nticchia (unità di misura universalmente riconosciuta) di Nutella, tanto per gradire.


ingredienti per una teglia di circa 22x30
circa 12 blondies

150g cioccolato bianco
125g burro
120g zucchero di canna
2 uova
200g farina
un pugno di noci
un pugno di nocciole tostate
vaniglia
sale

Per prima cosa, sciogliere il cioccolato bianco a bagnomaria, aggiungere il burro ed amalgamare bene. Togliere dal fuoco, far intiepidire e aggiungere lo zucchero. Mescolare bene per farlo assorbire, poi aggiungere le uova una per volta, i semi di vaniglia, e infine la farina setacciata e un pizzico di sale. Aggiungere ora la frutta secca, amalgamare bene e versare in una teglia rettangolare rivestita di carta da forno. Cuocere a 170° per circa 35 minuti. Quando sono cotti lasciarli raffreddare, tagliarli in rettangolo e decorare a piacere con la nutella.


versione Kenwood Cooking Chef:
Impostare la temperatura a 80°, mettere il cioccolato bianco spezzettato nella ciotola e montare la pala antiaderente vel.3 (c). Quando il cioccolato è sciolto aggiungere il burro a pezzetti e continuare finchè non è fuso. Azzerare la temperatura, fermare la macchina e montare la frusta. Montare per circa un minuto usando la funzione pulse, aggiungere lo zucchero e far andare a velocità 4 finchè non si è ben amalgamato. Continuare a montare con la frusta e aggiungere un uovo alla volta, la vaniglia e poco per volta, la farina. Prima di terminare la farina aggiungere anche il pizzico di sale. Se il composto risulta troppo sostenuto potete aggiungere un goccio di panna o latte. Fermare la macchina e con una spatola aggiungere la frutta secca tritata grossolanamente. Versare tutto nella teglia rivestita di carta forno, livellare bene con la spatola e infornare a 170° per circa 35 minuti in forno già caldo. Quando sono cotti lasciarli raffreddare, tagliarli in rettangolo e decorare a piacere con la nutella.


mercoledì 19 gennaio 2011

I Fagottelli di Heinz Beck (e i fagotti di qualcun altro)

Ve lo dico, io non volevo proprio parlarne. Non volevo proprio trattare l'argomento, perchè in fin dei conti non me ne frega un granchè, non mi stupisce (di nuovo), non mi scandalizza. Pero' piu' andiamo avanti, piu' passano i giorni, piu' vengono aggiornate le pagine dei quotidiani on line, più leggo articoli e opinioni e piu' mi sale un certo astio. Prima di tutto perchè c'è ancora qualcuno che lo difende, o che non ci crede, e che crede a questa storia del complotto mediatico plurimo. Come se diverse persone si mettessero d'accordo, pur non conoscendosi, per parlare di una stessa festa, tantevoltequalcunocistesseintercettandoepartisseuninchiesta. Quindi tutte queste donnuncole un giorno hanno aperto un gruppo su facebook, si sono riunite e hanno deciso di inventarsi la storia del presidenteporcone, tanto per passare il tempo e auto-calunniarsi,visto che la nomea di escort , anzi no, diciamo le cose come stanno, la nomea di mignotta nella vita, si sa, aiuta sempre. Bah, mi pare un tantino improbabile. Seconda frase sentita e risentita: eh ma lui è buono e aiuta tutti, quelle sono ragazze in difficoltà. E io sono Heidi Klum. La cosa avrebbe senso, come si diceva ieri sera a Ballarò, se si fosse trattato di un senzatetto, di qualcuno che aveva perso la casa a l'Aquila, di un ragazzo che non poteva pagarsi casa e università a Milano. Guarda caso 'ste bisognose sono le stesse che si sono coalizzate nel gruppo di facebook, tutte con aspirazioni televisivo-governative, che ormai mi pare la stessa cosa. Tralascio sul reato penale, di cui francamente mi interessa davvero poco, non mi pare una ragazzina adescata davanti a un liceo ma una piuttosto navigata; oltre, come dicevo, a chi lo difende negando l'evidenza, sono due le cose che mi mandano in bestia: uno, che la sedicente consigliera regionale, ex igienista dentale e ex "ballerina" televisiva in biancheria intima, con i suoi 12mila euro netti al mese, sia stata messa in una listino bloccato (niente voto nominale per lei, va su formigoni e di seguito lei) dopo, durante e prima essersi prostituita con il presidente del consiglio, e non credo proprio che sia stata l'unica ad aver ottenuto un incarico governativo con questi mezzi; due, forse piu' importante, che questi comportamenti sono ormai tollerati, avallati e rincorsi anche da chi ha la mia età, ieri sera ho visto una seria di interviste fatte fuori da una discoteca, con ragazzi che commentavano la trashstory dicendo "Fa bene, chi ha i soldi fa quello gli pare e comanda". Chi ha i soldi comanda? Fa quello che gli pare? Mi sono persa qualcosa? Non è ammissibile che un ragazzo di vent'anni viva nella convinzione che se farà soldi sarà al di sopra di chi non ne ha, e questo, secondo me, è la principale responsabilità che grava sulle spalle del presidente del consiglio.



Fagottelli "La Pergola" di Heinz Beck

per la pasta:
160g farina 00
80g semola di grano duro
2 tuorli
1 uovo
sale

per il ripieno:
5 tuorli
40g pecorino
100ml panna montata
sale, pepe bianco

per la salsa:
2 zucchine piccola
50g guanciale
olio, sale, pepe
pecorino
vino bianco

1.Preparate la pasta: mettete nell'impastatrice o sulla spianatoia le due farine, aggiungere le uova e il sale e impastare tutto finchè non si ottiene un'impasto omogeneo. Far riposare per circa un'ora, poi stendere la pasta con la macchina o con il mattarello, per avere una sfoglia di circa 2 mm. Tagliare dei quadrati per poi preparare i ravioli.
2.Per il ripieno, preparate un bagnomaria e montate i tuorli con le fruste elettriche, aggiungendo poco a poco il pecorino. Quando le uova saranno ben gonfie e spumose, regolare di sale e pepe, togliere dal fuoco e raffreddare velocemente. Montare la panna e aggiungerla ai composti con una spatola dal basso verso l'alto.
3.Mettere il composto in una sac a poche, anche senza bocchetta. Porre dei piccoli mucchietti di composto al centro dei quadrati di pasta, chiuderli a triangolo, se serve (se la pasta si è asciugata troppo) aiutandosi con poca acqua per far aderire bene i bordi. Ripiegare i lembi del triangolo intorno ad un dito,fissandoli uno sull'altro, per ottenere un tortellone.
4.Tagliare le zucchine e il guanciale a julienne, cominciare saltando in poco olio le zucchine, salarle leggermente e poi aggiungere il guanciale, sfumare con un po' di vino, regolare di sale e pepe. Lessare i fagottelli in acqua salata bollente per circa 3 minuti, saltarli in padella mantecando con il pecorino e servire.


nota: sono ottimi anche senza guanciale, solo con le zucchine
nota2: mentre scrivevo sono stata allietata da una bella scossetta di terremoto (magnitudo3.0)

venerdì 14 gennaio 2011

Tegolini



In realtà da piccola non mangiavo merendine. Spesso costringevo la Supermum a comprarmele per avere le sorpresine che si trovavano all'interno della confezione, ma non mi sono maaai piaciute. Anzi, vi dovessi dire, l'odore di quel cioccolato quando si apriva la bustina di cellophane mi dava (e mi da) veramente fastidio. Ma che cioccolato e'? Fatto sta che le uniche che mangiavo erano quelle senza cioccolato (lo direste sfogliando queste pagine?Eheh, paradossale vero?), avete presente quella lievitata naturalmente per trecentordici giorni sotto quel fazzolettino immacolato? Ecco, quella. Qualche settimana fa con il mio lui e alcuni amici ricordavamo alcune merendine uscite dalla circolazione, ed eravamo convinti che anche i Tegolini rientrassero tra queste. Inutile dire gli insulti che mi sono beccata per non averne mai mangiato uno: tre strati di pan di spagna, farciti di crema al cacao con base e decorazioni di glassa al cioccolato.


E infatti mi sono messa a pensare, beh cosa ci vorrà mai a rifarli? Oltretutto se invece di una crema al cacao usassi, che ne so, la Nutella, potrei farli la domenica e farci colazione tutta la settimana senza bisogno di conservarle in frigorifero, ma semplicemente nell'alzatina sul bancone...Qualche settimana fa ho fatto il primo tentativo: risultato buono ma non bellissimo, non mi ero presa il tempo necessario perchè avessero un aspetto regolare e gradevole. L'altro giorno invece, ci ho provato di nuovo e...


Ho pensato di portarli a casa del mio lui (che ne ha mangiati 4 di fila alle 6 e mezza del pomeriggio), i suoi coinquilini hanno apprezzato, sopratutto la variazione della Nutella. Solo che come spesso accade con loro, i primi 20 secondi sono di complimenti (senza esagerare eh) poi se ne escono con quello che potresti fare la prossima volta... Perchè pare che i tegolini siano ancora in commercio, mentre quelli che il Mulino Bianco ha smesso di fare sono i Soldini. Ve li ricordate? Quelli con il soldino di cioccolato sopra una merendina completamente glassata (e che ovviamente non ho mai mangiato!): pare che ci fosse una vera e propria filosofia su come mangiare i Soldini, se tenere per ultimo il cioccolatino staccandolo dalla superficie o mangiarlo come prima cosa. Fatto sta che sono stata sfidata...e non rinuncio facilmente alle sfide!


Questa volta ho usato la classica ricetta del pan di spagna: inizialmente avevo pensato di usare questa di Giovanni Pina, ma poi ho pensato che quello è perfetto per le torte farcite, perchè rimane morbido e leggero e non rende una torta a strati troppo pesante. Per i tegolini ci vuole un pan di spagna compatto e "strutturato", ho pensato alla classica ricetta 6uova6zucchero6farina, che poi ho scoperto essere anche quella della Ciliegina, il che mi ha dato la certezza che era la direzione giusta.

Tegolini
per circa 16-18 merendine

per il pan di spagna:
6 uova intere
150g di zucchero alla vaniglia
(in alternativa aggiungete al momento i semi di una bacca)
100g farina 00
50g amido di mais

per la farcitura:
Nutella qb (credo di aver usato circa 250g)

per la glassa:
100g cioccolato fondente

1.Preparate il pan di spagna il giorno prima o la mattina per la sera: mettete nella planetaria le uova e azionatela per rompere i tuorli e mescolarli agli albumi. Aggiungete lo zucchero, un pizzico di sale e aumentate al massimo la velocità: lasciate montare per circa 20 minuti, finchè non sono bianchi, spumosi e avranno quasi quadruplicato il loro volume. Nel frattempo setacciate due o tre volte la farina con l'amido e quando le uova sono pronte (e scrivono) fermate la macchina e aggiungete la farina poco per volta mescolando con una spatola dal basso verso l'alto per non smontare la massa . Rivestite una teglia rettangolare 20x30 con della carta forno bagnata, strizzata e asciugata, versate piano il composto senza sbattere la teglia e infornate in forno caldo a 170° per circa 45 minuti. Non aprite il forno nella prima mezz'ora, trascorsi 40 minuti fate la prova stecchino.

2.Sfornate e lasciate raffreddare completamente nella teglia. A questo punto staccate delicatamente la carta dal pan di spagna e lasciatelo ancora riposare per almeno due tre ore. Rifilate e i bordi e tagliatelo in tre strati (in senso orizzontale) come se doveste farcirlo. Scaldate la Nutella nel suo barattolo a bagno maria finchè è ben fluida, distribuitela uniformemente sul primo e l'ultimo strato e ricomponete il pan di spagna interponendo lo strato senza Nutella (che sarà anche il piu' morbido e fragile). Premete bene e mettete in freezer per una notte intera.

3.La mattina dopo (servono almeno 6 ore) prendere il dolce dal freezere e rifilatelo bene per ottenere un rettangolo quanto piu' preciso possibile. Tagliate delle fette alte due dita seguendo il lato piu' corto e dividete ogni trancio in due merendine: è importante che si vedano bene i due strati di Nutella da entrambi i lati. Sciogliete a bagnomaria il cioccolato fondente e immergete la base di ogni merendina per circa mezzo centimetro, metendole subito ad asciugare su carta forno con il lato glassato rivolto verso l'alto. Quando tutte le merendine saranno glassate, mettete il cioccolato rimasto in un sac a poche usa e getta o in un dosatore con il beccuccio, o in un cornetto di carta, e quando la glassa sarà asciutta, girate le merendine e decoratele con fili sottili di glassa al cioccolato.

I tegolini sono anche su The Breakfast Review!

mercoledì 12 gennaio 2011

Cannoli Siciliani - La Cucina Regionale#3


Cominciamo il 2011 (dal punto di vista bloggettaro, ovviamente, mi sono accorta anche io che l'anno nuovo è cominciato da ben 12 giorni sapete? E come promesso qualche post fa, l'ho cominciato depennando il famoso esame, ed è già qualcosa. Mi sono resa di conto di come, ormai, togliersi un esame, anche se con un bel voto come in questo caso, non sia piu' una soddisfazione ma solo un peso in meno. Già mi stava prendendo male, visto che al contrario un esame che va male lo vivo come una catastrofe, e prima non lo facevo affatto, ma parlando con il mio brother ho capito che ad un certo punto è una sensazione diffusa, che non sono poi cosi' strana, è semplicemente una manifestazione del fatto che voglio finire prima possibile. Poi si vedrà...) Cominciamo il 2011 rispolverando la rubrica della Cucina Regionale, dopo la mia Umbria e il quasiMio Molise, oggi ci spostiamo un po' di piu': destinazione Sicilia! E visto che ci sono, oggi mi faccio anche vedere, anche se poco e anche se questa foto risale appunto all'ultima volta che sono stata in questa meravigliosa Isola: gita scolastica del 5' Liceo! E' passato qualche anno ma non sono cambiata poi molto...



Forse il cambiamento fisico piu' grande che posso rilevare è a carico del look, giuro che ora non metterei mai e poi mai contemporaneamente jeans e giacca di jeans :-). E poi forse se tornassi ora in Sicilia e mangiassi tutto quel gelato al pistacchio (pistacchio e nocciola, per la verità), tutti quei cannoli e quelle cassate in soli 5 giorni non penso che tornerei con la stessa taglia! Ricordo ancora il viaggio di ritorno, in treno: oltre a borsone e borsa io avevo anche due bustone della pasticceria in cui mi ero rifornita durante il soggiorno: un pacco di cannoli e due cassate da riportare a casa, se sono figlia di Supermum che ci devo fare (un giorno vi racconterò del viaggio in treno tornando da Parigi in vagone letto con testa e piedi tra piantine di dragoncello e non so che altro..., ma questa è un'altra storia!)
Veniamo ai nostri cannoli: la strada per la perfezione, è ancora lunga, se avete una ricetta perfetta ditemelaaaa! Questa la copiai da un sale e pepe vecchissimo che non so collocare nel tempo, il risultato è buonissimo, l'unica pecca è che il giorno dopo il cannolo non era piu' croccante ma si era ammorbidito, mentre ricordo che quelli di Palermo il giorno dopo erano ancora croccanti come appena fatti...Quindi deve esserci qualcosa che va fatto e che io non ho fatto, o qualcosa che manca, o qualcosa che non va fatto e che io invece ho fatto :-) bando alle ciance, ecco la ricetta!


Cannoli Siciliani
150g farina
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio di strutto
1 cucchiaino di cacao amaro
1 tazzina di caffè
1 albume
sale
cannella
aceto di vino rosso, vino o marsala

per il ripieno:
250g ricotta di pecora
80g zucchero a velo
vaniglia
cannella
gocce di cioccolato
pistacchi tritati

Setacciare la farina con un pizzico di sale, il cacao e la cannella, aggiungere lo zucchero e impastare con lo strutto, aggiungendo il caffè e due dita di aceto/vino o marsala. Impastare bene, avvolgere nella pellicola e far riposare per almeno due ore. A questo punto stenderla con il mattarello o meglio ancora con la macchina per la pasta, per ottenere delle sfoglie sottili di circa 3mm. Ricavare dei dischi con un taglia pasta, delle dimensioni delle quali volete i vostri cannoli. Avvolgere i dischi sui cannoli di acciaio, spennellare i bordi con l'albume per farli aderire bene. Prima di passare alla frittura credo sia meglio farli riposare in frigorifero per una mezz'ora, oppure per 15 minuti in freezer: l'importante è aver cura di asciugare eventuali goccioline di acqua che possono formarsi sull'acciaio, perchè poi nell'olio bollente schizzerebbe tutto! Friggere in abbontante olio di semi ben caldo per circa 3minuti, scolarli bene e metterli ad asciugare su carta assorbente. Mentre si freddano preparare il ripieno: setacciare la ricotta un paio di volte, mescolarla bene con lo zucchero a velo, la vaniglia e la cannella. A piacere aggiungere gocce di cioccolato. Riempire i cannoli aiutandosi con un sac a poche. Decorare cospargendo le estremità di pistacchi tritati.



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