mercoledì 30 giugno 2010

Cara Sigrid...





...sappi che questa è una di quelle occasioni che iniziano con "giustoperchèseitu", sulla scia di quella bellissima giornata del cavolo che abbiamo passato a Torino grazie a te nel novembre scorso e di cui ci tornano alla mente momenti, sorrisi e profumi ogni volta che ci cade l'occhio sul libro del cavolo. Giustoperchèseitu, perchè da un paio di settimane il nostro fedele Kenwood, dopo anni e anni di onorato servizio, si è fermato e ci ha abbandonato nel momento del bisogno. Giustoperchèseitu, perchè oggi qui è il primo vero giorno di caldo, saranno 35° e noi abbiamo acceso il forno. Chi ve l'ha fatto fare, dirai tu, ci stanno millemila ricette del cavolo senza forno!Eh..ma.. Il caso ha voluto che un po' di tempo fa, ci regalassero un barattolo di crema di mandorle d'Avola...le tortine di per se non sembravano fisicamente impegnative, se non che qualcuno, che per comodità e per proteggerne la privacy chiamerò "Supermum" se n'è uscita con una cosa tipo: "Ah fai un dolce? Ma per me da portare a scuola domani?" seguita da un'altra uscita di un altro qualcuno che chiamerò per gli stessi motivi "Lui" che al mio "sto facendo una torta" ha risposto "Ah, bene, immagino per me!" . Tutto questo per dire che la dose originale è stata moltiplicata per un numero indefinito, sopratutto perchè a forza di vasetti ho pesantemente perso il conto, quindi la massa è diventata difficile da gestire con la sola forza bruta delle braccia e... nella mezz'ora di preparazione la frase piu' gettonata della cucina è stata

"ci voleva il kenwood"

seguita di misura da

"dobbiamo risolvere il problema del kenwood"



Tortine allo Yogurt, Limone e Mandorle

1 vasetto di yogurt magro da 125ml
3/4 vasetto di zucchero
la buccia e il succo di un limone
3 cucchiai di crema di mandorle di Avola
1 cucchiaino di lievito
3 vasetti di farina
3 uova
mezzo vasetto di granella di mandorle tostate
mezzo vasetto di olio di semi
mezzo vasetto di limoncello

Separare tuorli e albumi. Montare i tuorli con lo zucchero e versare l'olio a filo continuando a montare finchè è ben spumoso. Setacciare la farina e il lievito, aggiungerli gradualmente alle uova alternando con lo yogurt, poi la granella di mandorle, il limone, la crema di mandorle e il limoncello. Montare gli albumi a neve e aggiungerli dal basso verso l'alto. Riempire gli stampini piccoli o uno stampo da torta di 22cm di diametro e infornare a 170°, per 20 minuti gli stampini, per 40 nel caso di una torta.



Buona Festa del Cavolo!!!

lunedì 28 giugno 2010

Lingue di gatto (tristi)


Già avevo pochissimo tempo per cucinare, aspettavo di fare l'esame per preparare qualcosa di grandioso, magari cimentarmi nella Sfida ( a proposito, fooooooorza ragazzi che non manca tanto a ferragosto!!!)... se non chè...succede che mentre preparavamo di corsissima una cena per 50, proprio alle battute finali in cui io ero alla caprese al limone e la Supermum a quella classica al cioccolato, la sento dire "c'è qualcosa che non va". Mi avvicino al bancone e vedo il Kenwood passare dall'affaticato all'agonizzante nel giro di 2 minuti. Segue surreale conversazione:

Si sarà rotta la presa. O il filo. Si si, senz'altro. Non gli arriva la corrente. Noo, ma figurati se è il motore. Domani lo portiamo e ce lo aggiustano, si si dai facciamo ste torte a mano e via, su. Fosse stato il motore non girava proprio no? Invece gira. Vabbè, adesso no, pero' prima girava, piano ma girava, no? E' la corrente, il filo, la trasmissione, dai.

E invece no. E' il motore.

Il che ci mette nella scomodissima posizione di decidere se è meglio ripararlo, o investire sul nuovo spendendo: un po' di piu', per prendere il nuovo modello base, o un po' po' po' di piu' per prendere il cooking, quello che gira e cuoce, insomma, l'avrete visto no? E anche se da due settimane ci diciamo che 1349 euro sono veramente troppi, e ci assecondiamo dicendoci a vicenda che in effetti che ci facciamo con quello che cuoce. A induzione, tra l'altro. A parte il risotto. La polenta. La crema. Il torrone. La pat a bombe. La meringa italiana. No no no, non ci serve davvero...

Per tentare di consolarmi mi sono buttata su una cosa semplice da fare a mano, da sola, come le lingue di gatto. Una cosa talmente facile e banale che quasi mi vergogno a scrivere la ricetta (100g burro morbido, 80g zucchero a velo, 100g farina, 100g albume, vaniglia o limone) si mescola tutto, poi si fanno tanti bastoncini ben distanziati con la sac a poche, su una placca foderata di carta da forno e si cuoce a 200° per 10 minuti circa, finchè i bordi non sono dorati. Con lo stesso impasto potete fare cialdine rotonde, coppette, coni, cannoli, basta metterli in forma appena sfornati e farli freddare cosi', basta essere solo un po' veloci.


Con queste linguette mi infilo nel contest di Alessia




Detto questo vi ricordo il contest!

aspetto le vostre ricette e non dimenticate che
c'è un libro in palio!
Mica pizza e fichi!Eh!

sabato 5 giugno 2010

Doppia Prova di....Accesso al Piemonte!

Della mia passione per Torino&Piemonte, se siete già passati di qui, ormai saprete anche troppo. Saprete del colpo di fulmine la prima volta che ho visto la Mole e dell'innamoramento della seconda volta, complice anche la giornata del cavolo. Del consolidamento dell'amore dell'ultima volta, di poco piu' di un mese fa, ho parlato poco, ma avreste dovuto vedermi mentre camminavo sotto i portici di via Roma, fotografando qualsiasi cosa chenemmenounagiapponese, e sopratutto mentre colta da un momento di pura follia, compravo giornali con annunci di affitti. (?!) Si si, l'ho letti, e si si, ho pure cerchiato quelli che farebbero per me. Perfettamente consapevole che non è proprio aria di trasferimento questa, che se dovesse succedere, ne passerà di tempo...Se non è amore questo...

Quando ho letto che Twostella stava raccogliendo tutti i blogger/ricette piemontesi, ho pensato subito di insinuarmi tra quelli veri, visto che negli ultimi tempi la cucina di Torino e dintorni a casa nostra va davvero per la maggiore. Come vi dicevo in uno degli ultimi post, qualche tempo fa ho compiuto di nuovo 25 anni e per festeggiare, la sera stessa, non ho potuto far altro che organizzare una cenetta piemontese a base di salsiccia di Bra, Plin e una selezione di formaggi piemontesi. Qualche settimana dopo, la Supermum ha invitato degli amici per un pranzo...indovinate un po'? Piemontese! Il menù? Lo vedrete presto in un post, per adesso accontentatevi dei dolci dei due "grandi eventi" (termini abusati in questo periodo, ma tralasciamo, altrimenti nessun delizioso dolce piemontese potrà aiutarmi a mandare i giù l'amarezza che questo paese mi regala ogni giorno...)

Il primo, è il classico Bonet, che per una che non aveva mai fatto un creme caramel, è venuto straordinariamente buono, ora magari i più esperti (e autoctoni!) potranno dirmi dall'immagine se c'è qualche pecca, ma vi assicuro che quando mi si sono scappottati subito dagli stampini di alluminio lasciando uscire la salsina di caramello, mi sono sentita veramente fortissima! Da quel che ho capito leggendo qua e là, c'è la versione con li rum e quella con il caffè, io ho optato per la seconda! Correzioni e consigli sono ben accetti ;-)


Bonet
ingredienti per 10 porzioni individuali
5 uova
90g zucchero
500ml di latte fresco
100g cacao amaro
70g amaretti
1 tazzina di caffè espresso
+100g zucchero per il caramello

Per prima cosa disponete gli stampini in una teglia a bordi alti e teneteli a portata di mano. Preparate il caramello: in un tegame a fondo spesso fate sciogliere lo zucchero fino a ottenere un bel caramello bruno e versatelo rapidamente sul fondo degli stampini: solidifica praticamente subito ( e fa diventare gli stampini classici di alluminio, non quelli monouso, quelli rigidi, incandescenti...tanto per dire...). Mettete il latte a scaldare, deve essere caldissimo ma non deve bollire. Montate le uova con lo zucchero, aggiungete il cacao setacciato, gli amaretti pestati al mortaio e il caffè. Versate il latte a filo e mescolate bene il tutto. Versate negli stampini e mettete in forno statico a 180°, aggiungendo nella teglia grande acqua fino a metà degli stampini. Cuocete per 30-40 minuti, fate freddare e riponete in frigorifero fino al momento di servire.



E veniamo ora al secondo dolce, di cui vado ancora più orgogliosa e che mi ricorda una serata a dir poco perfetta, risalente proprio alla visita dello scorso ottobre, quando dopo un viaggio lunghissimo e una grande litigata con un navigatore inutile, io e la Supermum siamo finalmente arrivate a Torino. Per cena avevamo prenotato da Magorabin, alias Marcello Trentini. Ci ha accolto il sorriso di sua moglie, Simona, e lui stesso ci ha aiutato nella difficile scelta di cosa ordinare. Non fosse stato per lui, non avrei mai conosciuto la salsiccia di Bra, quella sera servita con una crema di patate, limone candito e caviale, se non ricordo male. Poi dei miniplin al prosciutto crudo: una delle cose migliori che abbia mai mangiato. E ancora, il manzo in due cotture: guancia brasata e lombo rosa. Una bellissima serata, una bellissima cena, conclusa con questo meraviglioso dolce, il Bonet 2009, che Marcello mi ha sommariamente ricapitolato in una mail qualche tempo fa, per cui non lo ringrazierò mai abbastanza. Ovviamente niente a che vedere, il mio, con li suo, cremoso, bilanciato, perfetto. Ma comunque una buona base da migliorare... Grazie ancora Magorabin!



Bonet 2009 - Marcello Trentini
300g cioccolato fondente
90g tuorli
50g acqua
170g zucchero semolato
1 tazzina di caffè
70g amaretti
300g panna fresca
+ 100g zucchero, 50ml panna, barolo chinato per il caramello

Per prima cosa temperate il cioccolato fondente, prendete degli stampi in silicone (io ho usato le semisfere) e con un pennello rivestite le pareti in modo uniforme, facendo più passaggi se serve, in modo da ottenere un guscio di cioccolato. Mentre solidifica, preparate la pate a bombe: mettete i tuorli nella planetaria e in un tegame mettete zucchero e acqua per ottenere uno sciroppo che porterete a 121°. Una volta raggiunta questa temperatura, versate lo sciroppo a filo sui tuorli che montano e continuate a montare finchè il recipiente della planetaria non sarà tornato freddo. Aggiungete il caffè. A parte montate 250ml di panna e aggiungetela a mano con movimenti delicati dal basso verso l'alto. Prendete il cioccolato fondente avanzato da quello usato per i gusci, se necessario rimettetelo sul bagnomaria per scioglierlo e aggiungete la panna rimasta scaldata a parte e gli amaretti precedentemente pestati in un mortaio. Riempite i gusci di cioccolato con il composto al caffè e infilate nel cuore una pallina di composto agli amaretti e cioccolato. Mettete tutto in freezer per qualche ora e estraete i dolci circa 15 minuti prima di servirli.
Per il caramello, sciogliete lo zucchero fino a ottenere un caramello non troppo scuro, aggiungete la panna calda (facendo attenzione agli schizzi) e del barolo chinato, sempre scaldato. Mescolate bene per ottenere una salsa omogenea e mettetela sul fondo del piatto, sformate i bonet e servite.

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